Questo sito richiede JavaScript per funzionare correttamente. Si prega di abilitare JavaScript nel browser e ricaricare la pagina.
Automazione dei magazzini: il food traina il mercato logistico italiano
Automazione logistica in crescita: i casi Conserve Italia e Melinda ridefiniscono la supply chain


Sistemi di Magazzino

Automazione dei magazzini: il food traina il mercato logistico italiano

13 Marzo 2026

L’automazione dei magazzini sta vivendo in Italia una fase di espansione strutturale che sta ridefinendo il modo in cui le aziende progettano e gestiscono le proprie supply chain. L’Osservatorio sull’Automazione dei Magazzini (Osam) dell’Università Cattaneo Liuc, coordinato dal professor Fabrizio Dallari, evidenzia come il valore del mercato abbia raggiunto circa 850 milioni di euro nel 2024, con prospettive di crescita che porteranno il comparto oltre il miliardo di euro entro il 2027, sostenuto da un tasso annuo composto (Cagr) del 7%.

Il settore alimentare si conferma il principale motore di questa trasformazione. Secondo i dati raccolti su oltre 800 aziende, l’industria food rappresenta il 19% delle nuove installazioni di automazione logistica, seguita dalla meccanica (18%) e dal retail e grande distribuzione (17%). Oggi il 35% delle imprese dispone già di sistemi automatizzati, ma il dato più significativo riguarda le prospettive: circa il 70% delle aziende intervistate prevede nuovi investimenti nei prossimi anni.

Le motivazioni principali sono riconducibili a tre fattori operativi ricorrenti:

  • Elevato numero di codici gestiti a magazzino;
  • Prevalenza di attività di picking a colli;
  • Dimensioni aziendali rilevanti.

Dal punto di vista tecnologico, l’attenzione si sta spostando verso sistemi più flessibili e scalabili. I direttori logistici mostrano crescente interesse per AMR (Autonomous Mobile Robot) e sistemi di stoccaggio ad altissima densità come il Cube Storage, mentre soluzioni più tradizionali – come i trasloelevatori Miniload – mantengono affidabilità ma registrano un rallentamento nelle previsioni di investimento. In questo contesto emerge un punto chiave: l’automazione non è più solo un investimento tecnologico, ma una scelta strategica che richiede governance, manutenzione evoluta e integrazione dei processi.

Conserve Italia: automazione end-to-end e logistica sostenibile

Tra i casi più rappresentativi di automazione avanzata nella filiera alimentare spicca Conserve Italia, cooperativa con 1,2 miliardi di euro di fatturato e marchi storici come Cirio, Valfrutta e Yoga distribuiti in oltre 80 Paesi. La gestione di volumi logistici così rilevanti ha portato l’azienda a sviluppare una visione di automazione end-to-end, in cui le tecnologie supportano l’intero flusso operativo, dallo stoccaggio post-produzione alla preparazione delle spedizioni.

Un esempio emblematico è lo stabilimento di Pomposa (Ferrara), realizzato con il partner tecnologico E80. Qui il magazzino automatico è stato ampliato fino a raggiungere 120.000 posti pallet, integrato con una flotta di 23 carrelli AGV (Automated Guided Vehicles) per la movimentazione autonoma delle unità di carico. Il sistema garantisce tracciabilità completa delle merci, maggiore sicurezza nelle aree operative e una significativa accelerazione dei flussi interni.

Un secondo progetto riguarda il sito di Codigoro, oggetto di un piano di investimenti da 58 milioni di euro. L’intervento prevede l’ampliamento del magazzino automatico fino a 34.000 posti pallet, accompagnato dall’introduzione di tecnologie Industria 4.0. L’impatto dell’automazione non riguarda soltanto l’efficienza produttiva: i nuovi impianti consentiranno di ridurre del 18% le emissioni annue dello stabilimento, pari a circa 8.000 tonnellate di CO₂. Questo modello logistico si integra inoltre con una strategia di trasporto multimodale basata sull’uso del treno per molte spedizioni interregionali, rafforzando la sostenibilità complessiva della supply chain.

Melinda: la logistica alpina diventa laboratorio di innovazione

Se Conserve Italia rappresenta l’automazione industriale su larga scala, il Consorzio Melinda dimostra come l’innovazione logistica possa adattarsi anche a territori complessi. La sfida consiste nel gestire centinaia di migliaia di tonnellate di mele raccolte ogni anno, preservando la qualità del prodotto e riducendo al minimo l’impatto ambientale nella Val di Non.

La risposta è un sistema logistico unico al mondo basato sulle celle ipogee ricavate nelle miniere di dolomia di Rio Maggiore. Il magazzino naturale è composto da 34 celle sotterranee con una capacità di stoccaggio di 30.000 tonnellate, mantenute in condizioni di atmosfera controllata per garantire la conservazione ottimale delle mele.

A collegare il centro di lavorazione di Predaia con questo deposito sotterraneo interviene la cosiddetta “Funivia delle Mele”, una teleferica automatizzata realizzata con un investimento di 10 milioni di euro, cofinanziato dal Pnrr. Il sistema trasporta i bins agricoli attraverso un’infrastruttura bidirezionale che movimenta 150 tonnellate di prodotto all’ora. I contenitori vengono gestiti da elevatori automatici e inseriti nel sistema di trasporto che attraversa il paesaggio alpino prima di entrare nelle gallerie sotterranee.

Il risultato è un ecosistema logistico altamente automatizzato che integra nastri trasportatori, sistemi di handling automatico e infrastrutture di trasporto dedicate, dimostrando come l’innovazione possa trasformare i vincoli territoriali in opportunità competitive.

Ricevi la newsletter gratuita per rimanere aggiornato sulle ultime novità del mondo della logistica





A proposito di Sistemi di Magazzino