La scomparsa a 83 anni di Giorgio Bartolini segna la fine di una stagione imprenditoriale che ha inciso profondamente sulla logistica italiana. Fondatore di Bartolini corriere espresso, oggi Brt, Bartolini ha interpretato il trasporto non come semplice movimentazione di merci, ma come infrastruttura strategica per lo sviluppo economico.
Originario dell’Emilia Romagna, ha dedicato la propria vita all’azienda di famiglia, nata nel 1928. Sotto la sua guida, la storica livrea rossa è diventata simbolo di efficienza e capillarità, contribuendo a ridefinire gli standard del corriere espresso in Italia. Il suo percorso imprenditoriale si è distinto per una scelta inusuale: un’emigrazione “al contrario”, dall’area più industrializzata del Paese verso la Sicilia. Una decisione non simbolica, ma industriale.
L’investimento massiccio nel territorio siciliano ha rappresentato uno dei passaggi più significativi della sua carriera. Bartolini ha contribuito alla creazione di infrastrutture logistiche capaci di collegare l’economia regionale ai mercati europei, superando limiti geografici e strutturali storicamente penalizzanti.
L’impatto è stato concreto:
La sua figura ha incarnato un modello imprenditoriale fondato su sobrietà, etica professionale e visione industriale di lungo periodo. In un settore spesso guidato da logiche puramente operative, Bartolini ha dimostrato che la logistica può diventare leva di integrazione territoriale.
Numerosi i messaggi di cordoglio rivolti ai figli Marco e Giorgia, che raccolgono il testimone umano e professionale. L’eredità di Giorgio Bartolini non riguarda soltanto un marchio, ma un’idea precisa: l’impresa come motore di crescita, innovazione e coesione economica.
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