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Autotrasporto e GDO: un equilibrio sempre più fragile
Pressioni tariffarie e squilibri strutturali nella logistica della GDO


Non si può non sapere

Autotrasporto e GDO: un equilibrio sempre più fragile

10 Febbraio 2026

Le imprese di autotrasporto impegnate nella filiera della grande distribuzione organizzata operano in un contesto economico sempre più fragile. È quanto emerge dalla segnalazione formale presentata da Assotir all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’ambito dell’indagine avviata sul ruolo della GDO nella logistica agroalimentare. Secondo l’associazione, le condizioni contrattuali imposte ai trasportatori si discostano in modo rilevante dai parametri di riferimento definiti dal Ministero dei Trasporti, configurando un quadro di sostenibilità economica compromessa.

I dati raccolti nel periodo 2021–2025 mostrano come gli adeguamenti tariffari riconosciuti dalla grande distribuzione siano stati nella maggior parte dei casi assenti o marginali. In numerose situazioni, le tariffe applicate risultano fino al 40% inferiori rispetto ai valori minimi di riferimento. Anche nei rari casi di revisione al rialzo, gli incrementi non hanno mai superato il 4%, un livello insufficiente a compensare l’aumento dei costi operativi sostenuti dalle imprese di trasporto nello stesso arco temporale.

Margini compressi e redistribuzione del valore nella filiera

Il confronto tra dinamiche tariffarie e andamento dei prezzi al consumo evidenzia uno squilibrio strutturale nella distribuzione del valore lungo la catena agroalimentare. Tra il 2021 e il 2025, i prezzi dei prodotti alimentari al dettaglio sono cresciuti di oltre il 24%, a fronte di un’inflazione media attestata intorno al 17%. In questo scenario, il mancato adeguamento delle tariffe di trasporto segnala una redistribuzione asimmetrica dei margini, con la logistica che assorbe una quota crescente delle pressioni economiche senza benefici proporzionali.

Assotir sottolinea come il trasporto incida mediamente solo tra il 2% e il 4% sul prezzo finale dei prodotti, una percentuale spesso ricondotta a voci generiche quali “costi logistici”. Questa rappresentazione, secondo l’associazione, contribuisce a oscurare il ruolo strategico dell’autotrasporto, rendendo meno visibile il peso reale che condizioni contrattuali penalizzanti esercitano sulla continuità operativa del servizio. La compressione dei margini rischia così di tradursi in una progressiva fragilità dell’intero sistema distributivo.

Impatti operativi, sicurezza e ruolo dell’indagine AGCM

Le ricadute di questo contesto non sono limitate agli equilibri economici. Secondo il segretario generale Claudio Donati, la pressione esercitata dalla GDO compromette la capacità delle imprese di rispettare pienamente le normative in materia di sicurezza e organizzazione del lavoro. Condizioni contrattuali rigide e remunerazioni inadeguate rendono più complesso l’impiego regolare delle risorse, incidendo sull’efficienza operativa e sulla qualità del servizio.

Il segmento coinvolto è di dimensioni rilevanti: circa 40.000 aziende di autotrasporto, con una flotta stimata in 400.000 veicoli, operano stabilmente al servizio della grande distribuzione. Si tratta di un’infrastruttura essenziale per la logistica nazionale, il cui funzionamento incide direttamente sulla disponibilità dei beni sugli scaffali. In questo quadro, l’iniziativa dell’AGCM viene interpretata come un’opportunità per introdurre maggiore trasparenza in una filiera complessa, chiarendo in che misura la posizione dominante della GDO influenzi non solo i prezzi, ma anche le condizioni di lavoro e la sostenibilità del trasporto merci nel medio periodo.

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