La Regione Emilia-Romagna conferma la strategia di sostegno al trasporto merci fluviomarittimo e ferroviario, anche a fronte di volumi che restano oggi marginali. È quanto emerge dalla risposta dell’assessora regionale alla Mobilità e Trasporti Irene Priolo all’interrogazione presentata in Assemblea legislativa da Fausto Gianella. Il tema posto riguarda il peso reale delle vie d’acqua interne e del trasporto marittimo regionale sul totale delle merci movimentate, sia in termini assoluti sia percentuali, oltre alla reale operatività delle infrastrutture esistenti.
I dati più recenti confermano un quadro ancora fragile: nel 2023 il traffico merci su idrovia si è fermato a poco più di 42 mila tonnellate, in calo rispetto all’anno precedente, mentre l’Idrovia ferrarese non ha ancora prodotto risultati concreti nonostante gli investimenti già sostenuti. Numeri che, letti isolatamente, potrebbero mettere in discussione la tenuta della strategia regionale, ma che la Giunta interpreta come parte di una transizione più ampia e non immediata.
Nel rispondere all’interrogazione, Priolo ha ricondotto il tema a una visione complessiva della logistica regionale, che include trasporto merci, sistema aeroportuale e infrastrutture di supporto, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività dell’Emilia-Romagna nel medio periodo. In questo quadro, la Regione ha confermato lo stanziamento di due milioni di euro all’anno destinati a incentivare sia il trasporto fluviomarittimo sia quello ferroviario.
Le risorse non vengono intese come sussidi automatici, ma come leve da calibrare attraverso un confronto diretto con gli operatori, per valutare la reale competitività delle alternative alla strada. L’approccio dichiarato punta a creare condizioni di mercato più favorevoli, riducendo gli svantaggi strutturali che oggi penalizzano ferro e vie navigabili rispetto al trasporto su gomma, in un contesto in cui la pressione sui costi logistici e ambientali è destinata a crescere.
Accanto agli incentivi già attivi, l’assessora ha annunciato la presentazione in commissione di tre ambiti di intervento distinti:
Priolo ha inoltre evidenziato come le difficoltà del trasporto ferroviario non siano un’anomalia regionale, ma si inseriscano in una fase complessa a livello nazionale, anche a causa dei cantieri PNRR che interessano l’intera rete. Su circa 350 milioni di tonnellate di merci movimentate complessivamente, solo una quota ridotta viaggia oggi su ferro o attraverso i porti.
Da qui la critica di Gianella, che si è dichiarato solo parzialmente soddisfatto, sottolineando il rischio di destinare risorse pubbliche a infrastrutture incapaci di andare a regime, a discapito di opere ritenute più aderenti alle esigenze produttive del territorio. Un nodo che resta aperto e che rappresenta una delle principali sfide per la politica logistica regionale.
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