Il 63% delle aziende del settore trasporti e industriale sta già affrontando un aumento dei costi operativi dovuto a tariffe doganali e interruzioni nei flussi commerciali globali. È quanto emerge dalla più recente indagine Trade Pulse Survey di HSBC, basata su oltre 5.700 interviste a imprese in 13 mercati internazionali. Lo scenario è tutt’altro che transitorio: il 71% degli operatori logistici si attende che la pressione sui costi continuerà nei prossimi sei mesi, e la stessa percentuale crede che l’impatto si farà sentire anche nel lungo periodo, almeno per i prossimi due anni. In questo contesto, l’incertezza sulle politiche tariffarie sta minando la capacità delle aziende di pianificare: solo il 18% si dichiara in grado di prevedere con precisione domanda e costi nel medio termine.
L’adattamento a un contesto così incerto non è uniforme nel settore logistico e industriale. Solo il 51% delle aziende dichiara di essere informato e attivo nella gestione del rischio; appena il 34% è realmente preparato. A fronte di questo scenario, si fa strada l’opzione nearshoring: il 55% delle imprese del comparto sta valutando lo spostamento delle operazioni più vicino al mercato domestico. Tuttavia, il passaggio dalle intenzioni ai fatti si rivela più arduo: solo il 29% ha già avviato progetti concreti in questa direzione. Le barriere? Costi di rilocalizzazione, incertezza strategica e complessità logistiche. Un divario tra strategia e operatività che rischia di indebolire la resilienza dell’intero comparto.
Mentre le tensioni tra USA e Cina ridisegnano i flussi globali, le scelte delle aziende logistiche non seguono logiche ideologiche, ma pragmatiche. Solo il 29% degli operatori del settore prevede di rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti, contro un 48% che intende consolidare il legame con la Cina, superando di quattro punti percentuali la media degli altri settori. In un quadro dominato da dazi incrociati e instabilità diplomatica, le aziende cercano solidità dove possono trovarla, e la Cina — pur controversa — resta un partner chiave per molte supply chain.
Secondo Vivek Ramachandran, Head of Global Trade Solutions di HSBC, il momento impone un cambio di passo strategico: “Con oltre il 70% delle aziende che si aspetta un aumento strutturale dei costi e un calo medio dei ricavi del 18%, l’adattamento non è più opzionale. Servono agilità e partnership solide per crescere in un’economia in continua evoluzione”. Il messaggio è chiaro: la logistica non può più permettersi di essere reattiva, deve diventare proattiva, investendo su visione, dati e relazioni per anticipare le prossime onde d’urto.
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