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Costi logistici in crescita: cosa rivela il nuovo report HSBC
Il 71% delle aziende logistiche prevede costi in aumento per almeno i prossimi due anni


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Costi logistici in crescita: cosa rivela il nuovo report HSBC

5 Agosto 2025

Il 63% delle aziende del settore trasporti e industriale sta già affrontando un aumento dei costi operativi dovuto a tariffe doganali e interruzioni nei flussi commerciali globali. È quanto emerge dalla più recente indagine Trade Pulse Survey di HSBC, basata su oltre 5.700 interviste a imprese in 13 mercati internazionali. Lo scenario è tutt’altro che transitorio: il 71% degli operatori logistici si attende che la pressione sui costi continuerà nei prossimi sei mesi, e la stessa percentuale crede che l’impatto si farà sentire anche nel lungo periodo, almeno per i prossimi due anni. In questo contesto, l’incertezza sulle politiche tariffarie sta minando la capacità delle aziende di pianificare: solo il 18% si dichiara in grado di prevedere con precisione domanda e costi nel medio termine.

Strategia cercasi: tra nearshoring e immobilismo

L’adattamento a un contesto così incerto non è uniforme nel settore logistico e industriale. Solo il 51% delle aziende dichiara di essere informato e attivo nella gestione del rischio; appena il 34% è realmente preparato. A fronte di questo scenario, si fa strada l’opzione nearshoring: il 55% delle imprese del comparto sta valutando lo spostamento delle operazioni più vicino al mercato domestico. Tuttavia, il passaggio dalle intenzioni ai fatti si rivela più arduo: solo il 29% ha già avviato progetti concreti in questa direzione. Le barriere? Costi di rilocalizzazione, incertezza strategica e complessità logistiche. Un divario tra strategia e operatività che rischia di indebolire la resilienza dell’intero comparto.

Cina, Stati Uniti e il nuovo asse commerciale

Mentre le tensioni tra USA e Cina ridisegnano i flussi globali, le scelte delle aziende logistiche non seguono logiche ideologiche, ma pragmatiche. Solo il 29% degli operatori del settore prevede di rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti, contro un 48% che intende consolidare il legame con la Cina, superando di quattro punti percentuali la media degli altri settori. In un quadro dominato da dazi incrociati e instabilità diplomatica, le aziende cercano solidità dove possono trovarla, e la Cina — pur controversa — resta un partner chiave per molte supply chain.

Una questione di visione (e partnership)

Secondo Vivek Ramachandran, Head of Global Trade Solutions di HSBC, il momento impone un cambio di passo strategico: “Con oltre il 70% delle aziende che si aspetta un aumento strutturale dei costi e un calo medio dei ricavi del 18%, l’adattamento non è più opzionale. Servono agilità e partnership solide per crescere in un’economia in continua evoluzione”. Il messaggio è chiaro: la logistica non può più permettersi di essere reattiva, deve diventare proattiva, investendo su visione, dati e relazioni per anticipare le prossime onde d’urto.

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