Nel territorio piacentino la logistica è diventata protagonista di uno sviluppo rapido e disomogeneo. Un’espansione “a macchia di leopardo” che ha sollevato preoccupazioni diffuse in merito a impatti ambientali, consumo di suolo agricolo e ricadute sociali. Comitati civici, forze politiche e associazioni ambientaliste hanno rilanciato un appello per un’indagine conoscitiva seria e indipendente, che faccia luce sui reali benefici e costi generati dal comparto negli ultimi 25 anni.
L’Amministrazione Provinciale di Piacenza ha annunciato per il 2025 l’avvio di un’indagine sulla logistica. Il percorso è considerato utile e doveroso da parte dei promotori dell’appello, a patto che rispetti criteri di trasparenza, terzietà e apertura al confronto.
L’indagine dovrebbe svilupparsi su quattro direttrici principali:
Un ruolo fondamentale sarà affidato a istituti universitari e società indipendenti, coordinate dal Servizio Territorio e Urbanistica.
I firmatari dell’appello chiedono:
Il timing è cruciale: i PUG comunali sono in fase di definizione e i nuovi progetti di logistica rischiano di compromettere irreversibilmente l’equilibrio del territorio. Serve uno strumento conoscitivo robusto per supportare decisioni coerenti con le esigenze locali.
L’appello si inserisce in un quadro più ampio, legato agli obiettivi europei del Green Deal. I promotori chiedono di valutare quanto le superfici impermeabilizzate delle aree logistiche esistenti (tetti e piazzali) possano contribuire alla produzione di energia fotovoltaica. L’obiettivo è ambizioso: 6,33 GWp di potenza rinnovabile in Emilia-Romagna entro il 2030 (DLgs 190/2024). Una strategia che consentirebbe di evitare ulteriore consumo di suolo agricolo, integrando sviluppo economico e transizione ecologica.
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