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Logistica nel piacentino: un’espansione che divide
Cittadini e comitati chiedono trasparenza e controllo sull’espansione della logistica nel piacentino


Outsourcing

Logistica nel piacentino: un’espansione che divide

16 Luglio 2025

Nel territorio piacentino la logistica è diventata protagonista di uno sviluppo rapido e disomogeneo. Un’espansione “a macchia di leopardo” che ha sollevato preoccupazioni diffuse in merito a impatti ambientali, consumo di suolo agricolo e ricadute sociali. Comitati civici, forze politiche e associazioni ambientaliste hanno rilanciato un appello per un’indagine conoscitiva seria e indipendente, che faccia luce sui reali benefici e costi generati dal comparto negli ultimi 25 anni.

I quattro obiettivi dell’indagine provinciale

L’Amministrazione Provinciale di Piacenza ha annunciato per il 2025 l’avvio di un’indagine sulla logistica. Il percorso è considerato utile e doveroso da parte dei promotori dell’appello, a patto che rispetti criteri di trasparenza, terzietà e apertura al confronto.

L’indagine dovrebbe svilupparsi su quattro direttrici principali:

  • mappatura aggiornata della forza lavoro, delle aziende presenti, dei flussi e della proprietà degli immobili;
  • valutazione integrata delle esternalità, con focus su emissioni, viabilità, consumo di suolo e impatti sociali;
  • analisi degli scenari evolutivi della logistica locale nel medio-lungo periodo;
  • definizione di linee guida operative per nuovi insediamenti e per migliorare quelli esistenti.

Un ruolo fondamentale sarà affidato a istituti universitari e società indipendenti, coordinate dal Servizio Territorio e Urbanistica.

Un’indagine indipendente

I firmatari dell’appello chiedono:

  • che l’indagine sia affidata a soggetti terzi e qualificati, non legati agli operatori del settore;
  • che venga illustrata pubblicamente la metodologia e gli obiettivi, coinvolgendo forze politiche, associazioni, sindacati;
  • che si adottino step progressivi con verifiche periodiche dei risultati.

Il timing è cruciale: i PUG comunali sono in fase di definizione e i nuovi progetti di logistica rischiano di compromettere irreversibilmente l’equilibrio del territorio. Serve uno strumento conoscitivo robusto per supportare decisioni coerenti con le esigenze locali.

Il nodo ambientale e il Green Deal

L’appello si inserisce in un quadro più ampio, legato agli obiettivi europei del Green Deal. I promotori chiedono di valutare quanto le superfici impermeabilizzate delle aree logistiche esistenti (tetti e piazzali) possano contribuire alla produzione di energia fotovoltaica. L’obiettivo è ambizioso: 6,33 GWp di potenza rinnovabile in Emilia-Romagna entro il 2030 (DLgs 190/2024). Una strategia che consentirebbe di evitare ulteriore consumo di suolo agricolo, integrando sviluppo economico e transizione ecologica.

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