Questo sito richiede JavaScript per funzionare correttamente. Si prega di abilitare JavaScript nel browser e ricaricare la pagina.
Supply chain: come ottimizzare la movimentazione dei veicoli nell'automotive
Perché la movimentazione dei veicoli è un anello strategico della supply chain automotive e come ottimizzarla per ridurre costi e inefficienze


Sistemi di Magazzino

Supply chain: come ottimizzare la movimentazione dei veicoli nell’automotive

19 Marzo 2026

La supply chain del settore automotive è un sistema complesso, articolato in molteplici passaggi e perfezionato nel corso di decenni.

Dalla produzione alla distribuzione, ogni fase è stata ottimizzata per ridurre i tempi, contenere i costi e garantire efficienza. Eppure, c’è un punto critico che spesso viene sottovalutato proprio perché considerato marginale: la movimentazione dei veicoli. Operatori specializzati come Carvoilà hanno fatto di questo anello della catena il proprio core business, offrendo soluzioni che trasformano un problema operativo in un servizio tracciabile e scalabile.

I trasferimenti tra sedi, hub logistici, concessionarie e clienti finali coinvolgono migliaia di spostamenti ogni giorno, e rappresentano un anello della catena che, se mal gestito, può generare inefficienze significative. Con l’aumento dei volumi, le tempistiche strette e le aspettative dei clienti in crescita, la movimentazione è diventata un elemento cruciale su cui puntare per guadagnare competitività.

Le sfide operative della movimentazione veicoli

Le concessionarie si trovano quotidianamente a gestire una serie di spostamenti che vanno ben oltre la semplice consegna al cliente finale.

I trasferimenti inter-sede sono frequenti: un veicolo richiesto in una filiale dev’essere spostato da un’altra, oppure è necessario riequilibrare lo stock tra diverse location in base alla domanda locale. Poi ci sono i ritiri e le consegne per la manutenzione dei clienti, un servizio che comporta coordinamento logistico. I veicoli usati ritirati in permuta vanno recuperati presso i clienti. E infine ci sono i veicoli dimostrativi, che devono essere spostati per eventi, test drive o semplicemente per essere messi a disposizione di diverse sedi.

Per i noleggiatori, la complessità è ancora maggiore. Il riposizionamento delle flotte tra diverse location è un’attività continua: un’auto noleggiata a Milano e riconsegnata a Roma deve tornare al punto di partenza, oppure essere spostata dove c’è maggiore domanda. I picchi stagionali legati al turismo o ai viaggi d’affari richiedono una gestione dinamica delle disponibilità. I veicoli devono essere portati regolarmente in manutenzione senza che questo riduca la flotta disponibile per il noleggio. E i clienti business richiedono consegne e ritiri direttamente presso le loro sedi, un servizio che comporta ulteriori spostamenti da organizzare.

I fleet manager di grandi aziende, invece, si trovano a dover gestire la manutenzione programmata di decine o centinaia di veicoli distribuiti su più sedi. La rotazione dei mezzi tra diverse location aziendali è una necessità frequente. Le emergenze – guasti improvvisi, incidenti, necessità di sostituzioni urgenti – richiedono interventi rapidi e coordinati. E tutto questo deve essere tracciabile, documentato, rendicontabile.

In tutti questi casi, i problemi operativi sono ricorrenti. Trovare personale disponibile al momento giusto per effettuare uno spostamento non è scontato. Il coordinamento tra più soggetti – chi richiede il trasferimento, chi deve effettuarlo, chi riceve il veicolo – è spesso complesso e genera ritardi. La mancanza di visibilità in tempo reale sullo stato degli spostamenti crea incertezza. E la gestione delle emergenze, quando un veicolo deve essere spostato con urgenza, diventa fonte di stress operativo.

I costi nascosti della movimentazione interna

Quando una concessionaria o un noleggiatore gestisce la movimentazione dei veicoli con risorse interne, i costi apparenti sembrano contenuti. In realtà, l’impatto economico complessivo è molto più alto di quanto emerga a prima vista.

Il costo del personale non si limita allo stipendio: c’è il tempo sottratto ad attività a maggior valore aggiunto, ci sono gli straordinari per coprire gli spostamenti fuori orario, ci sono le trasferte quando i trasferimenti coprono distanze significative. Un venditore che passa mezza giornata a spostare un veicolo tra due filiali è un venditore che non vende.

Il costo assicurativo è un’altra voce spesso sottovalutata. Quando un dipendente guida un veicolo aziendale o di un cliente per trasferirlo, l’azienda si assume una responsabilità in caso di danni, incidenti, furti. Anche con coperture assicurative adeguate, ogni sinistro comporta franchigie, aumenti dei premi, tempo dedicato alla gestione delle pratiche.

I costi indiretti sono forse i più insidiosi perché difficili da quantificare. Il tempo dedicato al coordinamento degli spostamenti – telefonate, messaggi, conferme, modifiche dell’ultimo minuto – sottrae risorse al lavoro operativo. Gli errori logistici – un veicolo spostato nel posto sbagliato, un ritardo che blocca una vendita, una dimenticanza che causa un disservizio – hanno un costo in termini di immagine e di opportunità perse. I ritardi accumulati lungo la catena logistica si traducono in clienti insoddisfatti e, nei casi peggiori, in vendite mancate.

Ma il costo più pesante è forse quello delle opportunità. Un veicolo fermo in attesa di essere spostato è un veicolo che non può essere venduto o noleggiato. Un veicolo mal posizionato – in una sede dove non c’è domanda mentre manca in un’altra – genera inefficienza. Per un noleggiatore, ogni giorno in cui un veicolo è fuori servizio per logistica invece che per manutenzione necessaria è un giorno di fatturato perso.

C’è poi il paradosso di fondo: la movimentazione non è il core business di nessuna di queste realtà, eppure assorbe risorse significative. Tempo, denaro, attenzione manageriale vengono dedicati a un’attività che non genera valore diretto ma che, se mal gestita, lo distrugge.

Soluzioni per efficientare la movimentazione

La risposta più efficace a questa complessità operativa è l’esternalizzazione a partner specializzati. Delegare completamente la movimentazione dei veicoli a chi ne ha fatto il proprio core business porta vantaggi concreti su più livelli.

Dal punto di vista operativo, affidarsi a un fornitore esterno, come Carvoilà, significa avere disponibilità immediata senza dover vincolare risorse interne. La copertura geografica garantita da una rete capillare di driver consente di gestire spostamenti su tutto il territorio senza limiti. La flessibilità è massima: si richiede il servizio solo quando serve, senza dover mantenere una struttura permanente. E la gestione delle emergenze diventa più semplice perché c’è un unico interlocutore che si occupa di trovare la soluzione.

Dal punto di vista economico, il vantaggio principale è la trasformazione di un costo fisso in un costo variabile. Non serve più mantenere personale dedicato, veicoli di servizio, coperture assicurative specifiche. Si paga solo per gli spostamenti effettivamente realizzati, proporzionando la spesa all’utilizzo reale. E soprattutto, si evitano gli investimenti in asset che non generano valore diretto: ogni euro risparmiato sulla logistica può essere reinvestito sul core business.

Le piattaforme dedicate permettono di prenotare un servizio con sole 6 ore di preavviso, offrono tracking in tempo reale di ogni spostamento, copertura assicurativa full kasko inclusa e sistemi gestionali che si integrano con i processi aziendali. Per concessionarie, noleggiatori e fleet manager, significa liberare completamente risorse interne e concentrarle dove generano valore.

Dalla gestione alla strategia

La movimentazione veicoli non è più un problema operativo da gestire internamente con le risorse disponibili. È un servizio strategico da ottimizzare attraverso la collaborazione con partner specializzati che ne hanno fatto il proprio core business. Le aziende che scelgono di esternalizzare questa attività guadagnano in efficienza operativa, in controllo dei processi e, alla fine, in competitività sul mercato.

Concentrarsi sul proprio core business e delegare la complessità logistica a chi ha gli strumenti, le competenze e la struttura per gestirla al meglio non è una rinuncia, ma una scelta strategica. Significa allocare le risorse dove generano maggior valore, ridurre i costi nascosti, migliorare la qualità del servizio offerto ai clienti. In un settore dove i margini sono sotto pressione e la differenziazione passa dai servizi, ottimizzare la supply chain in ogni suo anello – compreso quello apparentemente marginale della movimentazione – diventa un vantaggio competitivo concreto e misurabile.

Articolo realizzato in partnership con Img Solutions





A proposito di Sistemi di Magazzino