Quali temi hanno catalizzato l’attenzione dei professionisti della supply chain a febbraio 2026? Dall’entrata in vigore del CCNL trasporti e logistica, con i nuovi aumenti in busta paga, alla crisi della filiera conto terzi emersa con il caso Protopapa, fino al dibattito sugli indennizzi per i tempi di attesa e all’impatto economico degli errori di picking in magazzino. Le notizie più lette su Logisticamente.it offrono una fotografia precisa delle priorità del settore: retribuzioni, responsabilità di filiera, equilibrio contrattuale ed efficienza operativa. Un quadro che racconta dove si sta muovendo la logistica italiana nel 2026.
Dal 1° gennaio 2026 il CCNL trasporti e logistica introduce un pacchetto di misure che incide in modo diretto sulle buste paga di personale viaggiante e non viaggiante. La mensilità di gennaio recepisce gli incrementi nei minimi contrattuali, rafforzando la componente fissa della retribuzione. Per il personale viaggiante gli aumenti mensili vanno da 40,15 euro (C3) a 37,30 euro (G1), mentre per i livelli I oscillano tra 33,09 e 34,89 euro e per la classe L tra 33,09 e 35,79 euro. Per il personale non viaggiante si registrano incrementi fino a 51,21 euro (Livello Q) e 48,18 euro (Livello 1). Confermati premi di risultato con possibile aliquota ridotta fino all’1% in presenza di accordi di secondo livello, fringe benefit esenti fino a 1.000 euro (2.000 con figli a carico) e detassazione di straordinari e lavoro notturno nei limiti di legge.
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La liquidazione giudiziale di Protopapa Srl, dichiarata dal Tribunale di Milano il 30 dicembre, ha lasciato 80 autotrasportatori senza stipendio né ammortizzatori sociali. I lavoratori operavano nella filiera GLS e oggi si trovano in una condizione di incertezza occupazionale. Il caso riapre il tema della corresponsabilità delle committenze nella logistica conto terzi. In assenza di tutele transitorie, il rischio è lo scarico dei costi sull’INPS tramite Naspi. La Filt Cgil ha sollecitato Prefettura, Regione Lombardia e Ispettorato del lavoro. La vicenda evidenzia le fragilità strutturali di un modello basato su subfornitura spinta e margini ridotti.
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La scomparsa a 83 anni di Giorgio Bartolini, fondatore di Bartolini corriere espresso, oggi Brt, chiude una stagione imprenditoriale decisiva per la logistica italiana. Originario dell’Emilia-Romagna, guidò l’azienda di famiglia fondata nel 1928, trasformandola in un’infrastruttura capace di integrare territori e mercati. L’investimento in Sicilia ha generato connessioni stabili con le reti europee, occupazione e rafforzamento del sistema regionale dei trasporti. Un modello imprenditoriale improntato a visione industriale di lungo periodo e integrazione territoriale.
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Superati i 90 minuti di franchigia al carico o scarico, l’indennizzo previsto è di 100 euro per ogni ora o frazione successiva. Secondo ASSOTIR, tuttavia, l’applicazione riguarderebbe solo il 6-7% delle imprese. FIAP segnala pressioni commerciali e rinunce forzate. Le microimprese, prevalenti nel tessuto dell’autotrasporto italiano, risultano le più esposte. Una leva concreta può essere la tracciabilità digitale dei tempi, con certificazione oggettiva di arrivo e completamento operazioni, riducendo discrezionalità e conflitti.
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L’errore di picking genera ritardi, resi, penali e danni reputazionali. Un singolo prelievo errato può attivare un effetto domino su spedizioni e SLA. Tra le conseguenze:
Le cause sono spesso strutturali: layout confusi, codici simili, formazione insufficiente. La riduzione sistemica passa da processi standardizzati, formazione mirata e tecnologie come Put-to-Light, barcode 1D/2D, RFID e bilance contapezzi. La precisione in magazzino diventa così un asset competitivo.
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