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Il "Reverse Mentoring" nella logistica: sinergie generazionali per la supply chain 4.0
Come il mentoring invertito integra competenze digitali ed esperienza per innovazione, efficienza e relazioni industriali


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Il “Reverse Mentoring” nella logistica: sinergie generazionali per la supply chain 4.0

24 Febbraio 2026

Nel panorama logistico attuale, caratterizzato da un’accelerazione tecnologica senza precedenti, il modello tradizionale di formazione “top-down” sta mostrando i suoi limiti. In un settore che integra quotidianamente intelligenza artificiale, automazione e gestione dei dati, la vera sfida competitiva non è solo l’acquisizione di nuove tecnologie, ma l’integrazione delle stesse nel tessuto umano dell’azienda. In questo scenario, il Reverse Mentoring emerge come una soluzione strategica di alto profilo.

Definizione e applicabilità operativa

Il Reverse Mentoring ribalta il paradigma classico: il collaboratore junior, nativo digitale, assume il ruolo di mentore nei confronti del collega senior per quanto concerne l’utilizzo di strumenti digitali, software gestionali evoluti e analisi dei flussi in tempo reale. Non si tratta di una semplice inversione di ruoli, ma di uno scambio paritetico finalizzato all’efficientamento dei processi.

I benefici per la filiera sono molteplici e misurabili:

  1. Neutralizzazione del Digital Divide: L’apprendimento avviene in un contesto operativo diretto, riducendo le resistenze psicologiche e tecniche che spesso accompagnano l’introduzione di nuovi applicativi in magazzino o nella gestione delle flotte.
  2. Valorizzazione e Retention del talento: Fornire ai nuovi ingressi una responsabilità attiva immediata aumenta il senso di appartenenza e riduce il turnover, trasformando il junior da semplice esecutore a risorsa strategica.
  3. Preservazione del Know-how: Mentre il senior acquisisce competenze digitali, il junior assorbe per osmosi la “logica del mestiere” e la capacità di problem solving critico che solo l’esperienza sul campo può fornire.

La valenza nelle relazioni industriali

Dal punto di vista delle Relazioni Industriali, il Reverse Mentoring rappresenta una leva di fondamentale importanza. Lo “stress da innovazione” è spesso una delle principali cause di attrito nei tavoli di trattativa: la percezione della tecnologia come strumento di obsolescenza per la forza lavoro esperta genera naturali resistenze sindacali.

L’adozione di un piano di mentoring invertito sposta il focus della discussione: la tecnologia cessa di essere un’imposizione calata dall’alto e diventa un terreno di collaborazione generazionale. Dimostrare che l’azienda investe nella riqualificazione del personale senior attraverso il supporto dei nuovi assunti disinnesca il conflitto, trasformando l’innovazione in un progetto di welfare formativo condiviso.

Conclusioni

La logistica moderna non può prescindere da una visione che metta a sistema le competenze tecniche e quelle relazionali. Il Reverse Mentoring non è solo un metodo formativo, ma un modello organizzativo smart: sobrio nella sua applicazione, ma estremamente curato nella capacità di generare valore nel lungo periodo. In una Supply Chain che punta all’eccellenza, il successo non dipende dal software più avanzato, ma dalla capacità di far dialogare la velocità del digitale con la solidità dell’esperienza.

di Fabrizio Leone





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