Nel panorama logistico attuale, caratterizzato da un’accelerazione tecnologica senza precedenti, il modello tradizionale di formazione “top-down” sta mostrando i suoi limiti. In un settore che integra quotidianamente intelligenza artificiale, automazione e gestione dei dati, la vera sfida competitiva non è solo l’acquisizione di nuove tecnologie, ma l’integrazione delle stesse nel tessuto umano dell’azienda. In questo scenario, il Reverse Mentoring emerge come una soluzione strategica di alto profilo.
Il Reverse Mentoring ribalta il paradigma classico: il collaboratore junior, nativo digitale, assume il ruolo di mentore nei confronti del collega senior per quanto concerne l’utilizzo di strumenti digitali, software gestionali evoluti e analisi dei flussi in tempo reale. Non si tratta di una semplice inversione di ruoli, ma di uno scambio paritetico finalizzato all’efficientamento dei processi.
I benefici per la filiera sono molteplici e misurabili:
Dal punto di vista delle Relazioni Industriali, il Reverse Mentoring rappresenta una leva di fondamentale importanza. Lo “stress da innovazione” è spesso una delle principali cause di attrito nei tavoli di trattativa: la percezione della tecnologia come strumento di obsolescenza per la forza lavoro esperta genera naturali resistenze sindacali.
L’adozione di un piano di mentoring invertito sposta il focus della discussione: la tecnologia cessa di essere un’imposizione calata dall’alto e diventa un terreno di collaborazione generazionale. Dimostrare che l’azienda investe nella riqualificazione del personale senior attraverso il supporto dei nuovi assunti disinnesca il conflitto, trasformando l’innovazione in un progetto di welfare formativo condiviso.
La logistica moderna non può prescindere da una visione che metta a sistema le competenze tecniche e quelle relazionali. Il Reverse Mentoring non è solo un metodo formativo, ma un modello organizzativo smart: sobrio nella sua applicazione, ma estremamente curato nella capacità di generare valore nel lungo periodo. In una Supply Chain che punta all’eccellenza, il successo non dipende dal software più avanzato, ma dalla capacità di far dialogare la velocità del digitale con la solidità dell’esperienza.
di Fabrizio Leone
