Nel mese di gennaio 2026, i lettori di Logisticamente.it hanno concentrato l’attenzione su temi fortemente operativi e normativi, legati alla gestione quotidiana delle attività logistiche e alle scelte strategiche di medio periodo. Dall’aggiornamento sul costo del lavoro nella logistica e nel trasporto merci, ai rischi generati dalla mancanza di controllo del magazzino, passando per il caso Amazon e il calendario ufficiale dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti 2026, fino alle politiche HR come leva competitiva nel settore agroalimentare. Cinque notizie diverse per contenuto, ma accomunate da un elemento chiave: l’impatto diretto su costi, pianificazione e continuità operativa delle filiere.
1. Costo del lavoro: tabelle ufficiali e verifica della sostenibilità
Nel trasporto merci e nella logistica, il costo del lavoro è un parametro chiave per appalti e congruità delle offerte. Il Decreto Direttoriale n. 135 del 19 dicembre 2025 definisce il costo medio giornaliero con validità programmata 2025–2027, offrendo prevedibilità in un settore a margini stretti. Le tabelle distinguono personale non viaggiante, viaggiante senza discontinuità, viaggiante discontinuo (nazionale/internazionale) e driver/rider. Il Ministero chiarisce che i valori sono medie di riferimento, modificabili da benefici contributivi, contrattazione, oneri sicurezza (D.Lgs. 81/2008), superminimi e straordinari documentati. Un allineamento corretto riduce rischio di offerte anomale e dumping.
Leggi “Costo del lavoro nella logistica e nel trasporto merci: tabelle ufficiali e criteri di calcolo”
2. Ignoranza di magazzino: i costi nascosti che si accumulano
Quando manca visibilità reale sulle giacenze, aumentano tempi morti, errori e ritardi. Operatori che cercano merce, controlli manuali duplicati e picking sbagliati generano ore pagate senza valore. Il problema può estendersi alla produzione: un componente non reperibile innesca fermi linea e riacquisti urgenti; prodotti a rotazione rapida rischiano obsolescenza o deperimento. Sul fronte cliente, out-of-stock e consegne non rispettate peggiorano l’affidabilità e trasformano inefficienze interne in danno reputazionale. La risposta passa da tracciabilità digitale, procedure coerenti di carico/scarico e monitoraggio continuo.
Leggi “Ignoranza di magazzino: perché la mancanza di controllo genera costi nascosti e inefficienze”
3. Amazon e Antitrust: il sintomo di un mercato logistico fragile
Il contenzioso tra Amazon e AGCM, ora al vaglio del Consiglio di Stato, viene spesso ridotto a “abuso di dominante”. L’analisi di Massimo Marciani (Freight Leaders Council) sposta il focus: Amazon evidenzia una logistica italiana frammentata e sottocapitalizzata, dove l’integrazione verticale diventa una risposta funzionale. Il nodo del self-preferencing legato a FBA (sanzione da 1,1 miliardi) riguarda la differenza tra opzione formale e reale: se visibilità commerciale e accesso a promozioni dipendono dalla scelta logistica, la libertà resta teorica. La partita chiama in causa anche la committenza, che per anni ha premiato prezzo e velocità comprimendo qualità e investimenti.
Leggi “Amazon e il paradosso della logistica italiana”
4. Divieti mezzi pesanti 2026: calendario MIT e deroghe operative
Con decreto n. 0000325 del 12 dicembre 2025, il MIT ha fissato i divieti 2026 per veicoli > 7,5 t su strade extraurbane. In generale: domeniche e festività (spesso 09:00–22:00), rafforzamenti estivi (anticipi dal mattino) e giornate critiche su ponti e ricorrenze. Centrali le deroghe: intermodale strada–rotaia e strada–mare, veicoli da/per porti-interporti-aeroporti con documentazione, merci essenziali/deperibili, autorizzazioni prefettizie. Presente anche la deroga legata alle Olimpiadi Milano–Cortina 2026 con lasciapassare. Il calendario impatta su pianificazione, costi e SLA.
Leggi “Divieti di circolazione mezzi pesanti 2026: il calendario ufficiale MIT”
5. STEF Italia Top Employer 2026: HR come leva industriale
STEF Italia si riconferma Top Employer Italia 2026 per il secondo anno. La certificazione (Top Employers Institute) valuta 6 macro-aree e 20 temi, tra cui People Strategy, Work Environment, Talent Acquisition, Learning, DE&I e Wellbeing. Il riconoscimento si inserisce nel pilastro People Care del piano “Impegnati per un futuro sostenibile”, insieme a Customer Care, Planet Care, Consumer Care e Innovation. Tra le iniziative: “Ladies First” (dal 2018), formazione continua, politiche family-friendly, percorsi giovani e servizio di wellbeing con supporto psicologico e coaching gratuito. In un settore con carenza di talenti, l’employee experience diventa vantaggio competitivo.
Leggi “STEF Italia Top Employer 2026: eccellenza nelle politiche HR”
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