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Come Amazon consegna in un giorno: l’AI dietro la logistica
Previsione della domanda, robotica e algoritmi: così Amazon accelera la supply chain


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Come Amazon consegna in un giorno: l’AI dietro la logistica

22 Gennaio 2026

La capacità di Amazon di consegnare in un giorno si fonda su un presupposto operativo preciso: ridurre l’incertezza della domanda prima che l’ordine venga effettuato. I sistemi di previsione analizzano lo storico degli acquisti su scala multi-anno e multi-area, integrandolo con fattori stagionali, dinamiche promozionali ed elementi contestuali come eventi locali e condizioni meteorologiche. Non si tratta di una previsione deterministica per singola unità, ma di stime probabilistiche aggregate, sufficientemente robuste da guidare decisioni di stock allocation.

Su questa base vengono definite le quantità ottimali da mantenere a magazzino e la loro distribuzione nella rete dei fulfillment center, privilegiando la prossimità ai bacini di domanda più attivi. L’effetto operativo è concreto: minori rotture di stock, riduzione dei trasferimenti interni e contenimento del capitale immobilizzato. In molti casi, i prodotti ad alta rotazione risultano già posizionati in aree logistiche prossime alle baie di uscita, prima ancora che l’ordine venga formalizzato.

Automazione e orchestrazione dei flussi di magazzino

All’interno dei centri logistici, l’automazione gioca un ruolo centrale ma non autosufficiente. I sistemi Amazon Robotics impiegano migliaia di robot mobili che movimentano interi scaffali verso le postazioni di picking, dove operano addetti umani. L’intelligenza artificiale coordina questi flussi attraverso algoritmi di ottimizzazione in tempo reale, vincolati da layout fisici, priorità operative e requisiti di sicurezza. Vengono calcolati i percorsi più efficienti per ridurre congestioni e tempi di attesa, così come la sequenza di prelievo degli articoli negli ordini multi-SKU.

Il risultato non è una massimizzazione teorica, ma una produttività stabile e prevedibile, capace di reggere anche i picchi stagionali. I benefici sono misurabili: riduzione delle distanze percorse dagli operatori, abbattimento degli errori di picking e maggiore continuità dei livelli di servizio, anche in condizioni di elevata variabilità della domanda.

Ottimizzazione dell’ultimo miglio e logiche di routing

La fase di uscita dal magazzino attiva un ulteriore livello decisionale. Gli algoritmi di routing analizzano densità delle consegne, traffico previsto, distanze e finestre temporali, costruendo giri di distribuzione che privilegiano l’efficienza complessiva della rete. L’obiettivo è aumentare il numero di pacchi consegnati per singolo percorso, limitando chilometri superflui e tempi morti. Questo approccio consente di sostenere la consegna in 24 ore in specifici contesti geografici e infrastrutturali, senza compromettere la sostenibilità economica del servizio.

L’impatto sistemico è rilevante: riduzione strutturale dei costi operativi, migliore utilizzo delle flotte e tempi di consegna più affidabili. L’effetto finale, spesso percepito come straordinario dall’esterno, è in realtà il prodotto di una catena decisionale continua, governata da sistemi intelligenti che operano lungo l’intera supply chain.

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