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Legge di Bilancio 2026: come cambiano costi, liquidità e investimenti nella logistica
Accise, compensazioni fiscali, superammortamento e ZES: cosa cambia davvero per il settore nel 2026


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Legge di Bilancio 2026: come cambiano costi, liquidità e investimenti nella logistica

9 Gennaio 2026

La Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025, interviene in modo diretto sulla struttura dei costi dell’autotrasporto attraverso il riallineamento delle accise su benzina e gasolio. Da gennaio 2026 l’accisa sulla benzina viene ridotta di 4,05 centesimi di euro al litro, mentre quella sul gasolio aumenta della stessa misura.
Per il settore dell’autotrasporto l’effetto è immediato: il gasolio rappresenta la principale voce di costo operativo e l’aumento dell’accisa incide direttamente sul conto economico delle flotte, comprimendo ulteriormente la capacità di assorbire oscillazioni dei prezzi e di difendere i margini nei contratti di trasporto. La misura introduce un costo strutturale, non episodico, che impone una revisione dei modelli tariffari e delle strategie di ribaltamento dei costi lungo la filiera logistica.

Compensazioni fiscali più rigide: il vero nodo diventa la liquidità

Uno dei passaggi più critici della Manovra riguarda la limitazione all’utilizzo delle compensazioni fiscali. I crediti derivanti da accise e IVA strutturale restano formalmente riconosciuti, ma risultano più complessi da utilizzare per il pagamento di contributi previdenziali e premi assicurativi.
Il cambiamento non elimina i crediti, ma li rende meno immediatamente fruibili, con un impatto diretto sulla liquidità operativa delle imprese. I rimborsi possono richiedere 12–18 mesi, costringendo molte aziende ad anticipare risorse finanziarie reali. Il superamento di determinate soglie comporta inoltre l’obbligo del visto di conformità, aumentando i costi amministrativi e professionali. In un contesto di tassi ancora elevati, questa stretta riduce uno degli strumenti storicamente più utilizzati per la gestione dei flussi di cassa e aumenta la dipendenza da linee di credito bancarie.

Spedizioni extra-UE e pressione sui margini della logistica internazionale

La Legge di Bilancio introduce un contributo di 2 euro per ogni pacco spedito da Paesi extra-UE con valore non superiore a 150 euro. La misura colpisce direttamente il comparto logistico e l’e-commerce internazionale, in particolare i flussi a basso valore unitario.
Per gli operatori logistici l’impatto non è solo economico, ma contrattuale: l’aumento dei costi di gestione delle spedizioni richiede una revisione degli accordi con i clienti e una maggiore attenzione alla sostenibilità dei modelli distributivi basati su elevati volumi e marginalità ridotte.

Superammortamento e beni 4.0: incentivi elevati, ritorni diluiti nel tempo

Sul fronte degli investimenti, la Manovra segna un cambio di impostazione con l’introduzione, su base triennale, dell’iperammortamento per beni strumentali destinati alla trasformazione tecnologica, applicabile agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Il nuovo regime sostituisce di fatto i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0.
Per l’autotrasporto, l’accesso al superammortamento 4.0 dipende dal rispetto dei requisiti di interconnessione previsti dagli Allegati A e B della Legge 232/2016: il camion deve dialogare in modo bidirezionale con i sistemi informatici aziendali. A fronte di un investimento di 100.000 euro, un mezzo tradizionale genera un risparmio fiscale complessivo di circa 28.000 euro, mentre un camion interconnesso consente un beneficio totale di 70.000 euro, con 42.000 euro di vantaggio fiscale aggiuntivo.
Il beneficio è rilevante, ma non genera liquidità immediata: il vantaggio si distribuisce lungo l’orizzonte di ammortamento e non migliora la posizione finanziaria nel breve periodo.

Fondi Industria 4.0, ZES e ZLS: opportunità che richiedono pianificazione rigorosa

La Legge di Bilancio istituisce un fondo da 1,3 miliardi di euro per il 2026 a supporto degli investimenti Industria 4.0, utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24. Alla luce delle nuove restrizioni sulle compensazioni fiscali, l’impatto sulla liquidità risulta limitato.
Viene inoltre esteso il credito d’imposta per la ZES unica del Mezzogiorno per il triennio 2026–2028, con un limite di spesa per il 2026 pari a 2,3 miliardi di euro. È previsto un contributo aggiuntivo pari al 14,6189% del credito richiesto per le imprese che hanno presentato correttamente la comunicazione integrativa entro i termini previsti, a condizione di non aver beneficiato del credito Transizione 5.0. Prorogato anche il credito d’imposta per le Zone Logistiche Semplificate, applicabile a investimenti in capannoni, magazzini e attrezzature nuove, nel rispetto di stringenti requisiti territoriali e procedurali.

Un nuovo equilibrio per autotrasporto e logistica

Nel complesso, la Legge di Bilancio 2026 incentiva gli investimenti tecnologici, ma riduce gli strumenti di sostegno alla liquidità che per anni hanno supportato il settore. Il risultato è un sistema che premia la pianificazione di medio-lungo periodo e penalizza l’improvvisazione finanziaria.
Per imprese di autotrasporto e operatori logistici diventa essenziale valutare con precisione tempi di ritorno, requisiti tecnici e impatti sul cash flow, perché il rischio non è investire poco, ma investire bene senza riuscire a sostenere il percorso finanziario che precede il beneficio fiscale.

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