In un contesto sempre più orientato all’automazione del magazzino, la scelta delle scaffalature e delle unità di carico (UDC) rappresenta uno snodo critico, spesso sottovalutato. Senza una corretta definizione di questi elementi strutturali, nessun sistema automatico potrà offrire le prestazioni attese. A ribadirlo è anche il white paper “L’automazione in magazzino. Come scegliere la soluzione giusta?”, pubblicato da Logisticamente.it (scaricabile nell’area Risorse del sito) e realizzato in collaborazione con Jungheinrich e AB Coplan, che hanno fornito un prezioso contributo tecnico e consulenziale.
La definizione dell’unità di carico, intesa come elemento fisico atto a contenere materiale, è il punto di partenza di ogni progetto di handling. UDC primarie, secondarie o terziarie devono essere dimensionate non solo in funzione del volume, ma anche della resistenza meccanica, delle condizioni climatiche e della movimentabilità all’interno della catena logistica. Cartoni, pallet, casse e fardelli sono solo alcuni esempi, ma ognuno richiede soluzioni ad hoc.
Uno degli errori più comuni nella progettazione di un magazzino è quello di adottare sistemi di stoccaggio non coerenti con la selettività richiesta.
Il concetto di selettività, ovvero la possibilità di accedere in qualsiasi momento a ogni UDC, impatta direttamente sulla scelta tra scaffalature a singola profondità e sistemi intensivi:
Il white paper di Logisticamente.it propone una mappa decisionale utile: se lo spazio è il vincolo principale, la direzione giusta è quella di strutture ad alta densità verticale, ma solo a patto di poter sacrificare la selettività.
Le scaffalature vanno scelte anche in base alle caratteristiche fisiche delle UDC.
Il documento firmato da Logisticamente.it evidenzia tre famiglie principali:
Ulteriori distinzioni vanno fatte tra scaffalature FIFO (first in first out), come quelle a gravità, e LIFO (last in first out), come i drive-in, che gestiscono l’accesso secondo sequenze specifiche.
Ogni magazzino è unico. Di conseguenza, la scelta delle scaffalature non può essere standardizzata.
Come spiegato nel white paper, il sistema ottimale nasce dall’equilibrio tra:
L’approccio suggerito è quello compositivo, cioè costruire un layout che possa prevedere più tipologie di scaffalature in zone diverse dello stesso magazzino. Questo consente di ottimizzare sia lo spazio che l’efficienza operativa.
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