Il report “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia 2025-2029” mette in luce una dinamica che il settore logistico osserva da anni: la crescente rarefazione di competenze tecniche. Il documento evidenzia come il 50% delle posizioni aperte nei prossimi cinque anni sarà destinato a diplomati dell’istruzione tecnica e professionale, con un fabbisogno complessivo tra 1,4 e 1,7 milioni di opportunità. Una quota che supera nettamente il 38% riservato ai laureati. Per la supply chain questo scenario non è neutro: significa operare in un mercato in cui i tecnici diventano più rari dei laureati e in cui i percorsi pratici garantiscono le competenze più immediatamente spendibili nei processi logistici.
Dentro al 50% dedicato ai diplomati, solo il 4% riguarda i percorsi liceali. Il restante 45-46% si concentra su tecnici e professionisti, i profili che alimentano ruoli essenziali per magazzino, movimentazione, trasporti e manutenzione. Nel settore logistico emergono due indirizzi chiave: Trasporti e Logistica e Sistema Moda, entrambi caratterizzati da un mismatch che supera il rapporto 2:1 tra posti disponibili e candidati in uscita. Il report stima 160-186 mila posizioni tecniche scoperte a fronte di circa 154 mila diplomati formati ogni anno. Per le aziende di trasporto e i centri distributivi questo significa cicli più lenti, onboarding più complesso e necessità di rafforzare le Academy interne per compensare il gap formativo.
Tre aree tecniche mostrano una convergenza diretta con le trasformazioni della supply chain:
Accanto a queste, gli indirizzi legati a turismo, enogastronomia e socio-sanitario esprimono grandi volumi ma un impatto marginale sulla supply chain. Al contrario, i percorsi IeFP in ambito edile, elettrico, ristorazione, amministrativo e meccanico generano un surplus di domanda fino a tre volte superiore ai diplomati disponibili, accelerando la pressione sui settori industriali e logistici.
La formazione terziaria, secondo Unioncamere, coprirà il 38% del fabbisogno totale: circa 1,2 milioni tra laureati e diplomati ITS nel quinquennio. Una quota tra 108 e 123 mila proverrà dagli ITS Academy, sempre più rilevanti nella logistica 4.0.
Allargando l’analisi alla componente STEM, il mercato richiederà 79-87 mila profili all’anno, con un contributo predominante da:
Questi profili presidiano l’automazione, l’ingegnerizzazione dei magazzini, lo sviluppo di algoritmi per l’ottimizzazione dei flussi e l’implementazione di sistemi di pianificazione avanzata.
La distanza tra percorsi teorici e pratici è ormai strutturale: solo 25-30 mila posti l’anno saranno indirizzati ai diplomati dei licei. Ciò crea una pressione crescente sui percorsi tecnici, gli unici in grado di alimentare operazioni di magazzino, supply chain engineering e fleet management. Le aziende logistiche, manifatturiere e di trasporto competono per lo stesso bacino di giovani, mentre molti diplomati restano fuori dal settore a causa di orientamento insufficiente o scarsa conoscenza delle opportunità. In questo scenario, la capacità delle imprese di attrarre, formare e trattenere competenze diventerà una leva competitiva tanto quanto tecnologia, automazione o capacità di investimento.
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