Il 29 settembre 2025, il Consiglio dell’Unione Europea ha deliberato la reintroduzione delle sanzioni contro l’Iran, sospese dal 2015 dopo l’accordo sul nucleare (JCPoA). La decisione arriva a seguito della riattivazione delle misure ONU, innescata dal cosiddetto meccanismo di “snapback” invocato da Francia, Germania e Regno Unito. Le restrizioni comprendono sia le misure adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dal 2006 in poi, sia quelle autonome dell’UE, incidendo direttamente sul commercio, sui trasporti e sulla logistica internazionale.
Gli effetti si preannunciano significativi per i flussi tra Europa e Medio Oriente, in particolare per il settore marittimo, tradizionale crocevia degli scambi energetici e manifatturieri.
Le conseguenze più immediate si concentrano sul comparto shipping e portuale, con il rischio di ritardi nei flussi di approvvigionamento e di incremento dei costi operativi. Le compagnie di navigazione che gestiscono traffici con il Golfo Persico potrebbero trovarsi costrette a modificare rotte e procedure di controllo, adattandosi alle nuove normative doganali e ai requisiti di compliance.
I porti europei più esposti, in particolare quelli del Mediterraneo orientale e del Mare del Nord, potrebbero affrontare rallentamenti nei controlli e un aggravio burocratico. A livello macro, l’impatto delle sanzioni si tradurrà in una maggiore volatilità dei flussi commerciali, con potenziali effetti a catena sull’intera supply chain europea.
Anche la blue economy, che include trasporti, infrastrutture portuali e servizi logistici, dovrà gestire un quadro più complesso in termini di rischi operativi e compliance normativa, incidendo su margini e competitività internazionale.
Secondo gli analisti del settore, il nuovo scenario potrebbe accelerare investimenti in digitalizzazione e logistica alternativa, con l’obiettivo di garantire continuità operativa nonostante le tensioni geopolitiche.
Le priorità per i prossimi mesi includono:
Il nodo infrastrutturale europeo si conferma determinante: porti, terminal container e compagnie di shipping dovranno adattare modelli operativi e investimenti per limitare l’impatto su tempi di consegna e costi di trasporto.
Nel medio periodo, la crisi iraniana rappresenta una nuova prova di resilienza per la logistica europea, sempre più chiamata a coniugare efficienza, sicurezza e autonomia strategica. La geopolitica, ancora una volta, si rivela un fattore strutturale nella pianificazione logistica, imponendo a imprese e istituzioni di anticipare gli effetti di decisioni politiche globali sulle catene di fornitura.
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