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AI e procurement: come i responsabili acquisti costruiscono resilienza
Il sondaggio globale Deloitte svela le priorità dei Chief Procurement Officer tra AI e complessità


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AI e procurement: come i responsabili acquisti costruiscono resilienza

3 Settembre 2025

Gli acquisti non sono più una funzione ancillare, ma un pilastro strategico. La 12ª indagine globale Deloitte sui Chief Procurement Officer ha coinvolto oltre 250 CPO in 40 Paesi, evidenziando un cambiamento profondo: normative mutevoli, supply chain instabili e innovazioni tecnologiche stanno trasformando il procurement in un motore di resilienza. I responsabili degli acquisti sono oggi riconosciuti come consulenti fidati per la dirigenza, capaci di ridisegnare processi e strategie aziendali.

Investimenti digitali in crescita

Il gruppo dei “Digital Masters” rappresenta i CPO più avanzati. Questi leader destinano già il 24% del budget alla tecnologia, con una previsione di crescita al 26% nel prossimo anno. Gran parte delle risorse è indirizzata verso intelligenza artificiale generativa (Gen AI) e AI agentica, strumenti che permettono automazione, analisi predittive e decisioni autonome. I ritorni sono evidenti: ROI medio 3,2 volte superiore per i Digital Masters rispetto al passato, mentre i “Follower” segnalano un incremento di 1,5 volte.

La resilienza come priorità

La gestione del rischio rimane centrale.

Tra le misure adottate dai CPO intervistati:

  • 74% mantiene fonti alternative di approvvigionamento;
  • 64% aumenta la visibilità lungo la supply chain;
  • 61% punta a rafforzare collaborazione e condivisione dati con i fornitori.

Queste azioni riducono l’esposizione a shock improvvisi, creando un approccio più robusto e flessibile alla gestione degli approvvigionamenti.

Ostacoli interni e sfide culturali

Nonostante gli sforzi, oltre il 57% dei CPO segnala che le strutture di lavoro frammentate rallentano la creazione di valore. Seguono le priorità aziendali contrastanti (46%), il supporto tecnologico insufficiente (40%) e la carenza di talenti qualificati (34%). Questi elementi limitano l’efficacia del procurement, generando attriti con le altre funzioni aziendali. La ricerca Deloitte sottolinea che solo con investimenti mirati nelle competenze e un superamento dei silos organizzativi sarà possibile liberare appieno il potenziale degli acquisti digitali.

Un futuro già iniziato

Il procurement digitale non è più un progetto sperimentale. La trasformazione è in corso e l’intelligenza artificiale sta diventando la leva chiave per semplificare la complessità e promuovere crescita. Come sottolinea Deloitte, i CPO di successo non si limitano a reagire al caos del mercato: stanno rimodellando le proprie organizzazioni, ridefinendo processi e obiettivi per generare valore sostenibile lungo tutta la catena di fornitura.

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