La Lombardia si conferma epicentro della logistica nazionale, con 802 magazzini attivi che coprono il 28,3% della superficie logistica italiana e generano oltre 17 miliardi di euro di valore aggiunto annuo. Sono 261mila gli addetti impegnati nel comparto, a testimonianza del suo impatto economico. Lo evidenzia il nuovo rapporto PoliS Lombardia, realizzato per il Consiglio regionale in collaborazione con Università Bocconi e Politecnico di Milano. La concentrazione di hub logistici si addensa in un corridoio che include Milano, le province lombarde limitrofe e si estende fino a Novara, Brescia e Piacenza. Tuttavia, dietro al dinamismo economico si cela un dato meno positivo: quello del consumo di suolo.
Tra il 1999 e il 2024, la logistica ha contribuito alla perdita di oltre 2.000 ettari di suolo, pari a un tasso medio annuo di 82 ettari. Sebbene rappresenti solo il 2,44% della perdita complessiva di territorio nella regione, l’impatto risulta significativo in aree specifiche, in particolare nella bassa pianura lombarda. Qui, la presenza di terreni non urbanizzati e infrastrutture strategiche come le autostrade ha favorito la concentrazione di piattaforme logistiche, spesso a discapito di aree boschive e zone seminaturali (-4%). Il rapporto non esclude l’interramento di corsi d’acqua minori.
La Legge Regionale 31/2014, che avrebbe dovuto contenere il consumo di suolo, ha avuto scarso impatto sullo sviluppo disordinato delle logistiche. Sono meno di 300 i Comuni interessati da nuove costruzioni logistiche nel periodo analizzato, ma in alcuni casi il consumo ha raggiunto punte di 72 ettari. Gli studiosi sottolineano che è proprio a livello locale che si manifesta l’impatto trasformativo e si concentrano le esternalità negative: alterazioni del paesaggio, pressione sugli ecosistemi, congestione viaria e aumento della domanda di servizi urbani.
Dal 2021 al 2024, il trend mostra un calo del 20% del tasso medio annuo di consumo di suolo rispetto al venticinquennio precedente. Tuttavia, alcune province fanno eccezione, con incrementi significativi: +5% a Pavia, +43% a Cremona e +57% a Mantova. Di fronte a questa eterogeneità, gli autori dello studio raccomandano azioni mirate:
Serve, in definitiva, un riequilibrio tra sviluppo economico e tutela del territorio. Un passaggio cruciale se si vuole garantire una crescita logistica sostenibile, capace di generare valore senza compromettere le risorse naturali e la qualità della vita.
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