Questo sito richiede JavaScript per funzionare correttamente. Si prega di abilitare JavaScript nel browser e ricaricare la pagina.
Dazi UE sulle piccole spedizioni: cosa cambia davvero per la logistica?
Dal 1° luglio 2026 contributo UE di 3 euro sulle spedizioni sotto i 150 euro


Trasporti Nazionali e Internazionali

Dazi UE sulle piccole spedizioni: cosa cambia davvero per la logistica?

22 Febbraio 2026

Dal 1° luglio 2026 scatterà un contributo doganale europeo di 3 euro sulle spedizioni extra-UE di valore inferiore a 150 euro. La decisione, confermata l’11 febbraio dal Consiglio dell’Unione europea, rappresenta un passaggio strategico nella riforma del sistema doganale comunitario. Dal 2022 il volume dei pacchi di modico valore diretti nell’Unione è raddoppiato ogni anno; il 91% proviene dalla Cina. Nella prima metà del 2025, Temu contava 115 milioni di utenti attivi mensili in Europa, Shein 145 milioni, su una popolazione di circa 450 milioni di abitanti. Piattaforme prive di hub distributivi europei che spediscono direttamente al consumatore finale, beneficiando dell’esenzione de minimis sotto i 150 euro. L’abolizione di tale esenzione, prevista a regime con il nuovo data hub doganale centrale operativo dal 2028, punta a ristabilire condizioni concorrenziali più eque.

Contributo forfettario e distorsioni competitive: il caso italiano

In attesa del data hub, l’UE introduce una misura transitoria: 3 euro per categoria merceologica, non per pacco. Due articoli appartenenti a sottovoci diverse generano un addebito doppio. La misura resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, prorogabile. L’Italia ha anticipato i tempi con un contributo nazionale di 2 euro per spedizione, in vigore dal 1° gennaio 2026, con prime rendicontazioni entro il 15 marzo. Tuttavia, la possibilità di far atterrare i voli cargo in Paesi senza contributo analogo e trasferire poi la merce via gomma ha già prodotto effetti tangibili. Malpensa registra un calo dei volumi, con riduzione dei voli diretti e minore saturazione dei servizi di handling. Lo spostamento verso il modello Road-to-Warehouse comprime i margini, riduce il valore aggiunto doganale e aumenta l’impatto ambientale. Sul piano normativo, il contributo italiano non decade automaticamente con l’introduzione del dazio UE: servirà un provvedimento ad hoc. In gioco vi è l’equilibrio competitivo tra aeroporti europei e la tenuta dell’export italiano.

Ricevi la newsletter gratuita per rimanere aggiornato sulle ultime novità del mondo della logistica





A proposito di Trasporti Nazionali e Internazionali