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Porti liguri e retroporti piemontesi: come cambia il Nord Ovest della logistica
Dal porto di Genova ai retroporti piemontesi, la nuova geografia della logistica del Nord Ovest


Trasporti Nazionali e Internazionali

Porti liguri e retroporti piemontesi: come cambia il Nord Ovest della logistica

4 Febbraio 2026

Le principali rotte commerciali globali partono dall’Estremo Oriente, attraversano il Canale di Suez e raggiungono il Mediterraneo, con approdo privilegiato al porto di Genova. È in questo passaggio che il ruolo del Piemonte diventa centrale, in una relazione di complementarietà strutturale con la Liguria. Da territorio storicamente periferico, chiuso tra arco alpino e confini nazionali, il Piemonte sta assumendo una funzione di hub logistico continentale, grazie a nuovi collegamenti ferroviari ad alta capacità come il Terzo Valico dei Giovi e la linea Torino-Lione. Queste infrastrutture ridisegnano la geografia dei flussi, riducendo i tempi di attraversamento e rendendo più competitivo l’intero sistema portuale ligure nel contesto europeo.

Alessandria retroporto chiave: investimenti, interporti e ZLS

Il cuore operativo di questo sistema è rappresentato dall’area di Alessandria, divenuta il principale retroporto funzionale ai porti di Genova e Savona. Qui convergono capannoni logistici, infrastrutture ferroviarie e servizi industriali, in un contesto che sta beneficiando di nuovi investimenti pubblici. Tra primavera ed estate partiranno i lavori per il nuovo scalo merci di Alessandria: 370 milioni di euro a carico di RFI, con conclusione prevista tra il 2032 e il 2034, in parallelo al completamento della Torino-Lione e con il Terzo Valico già operativo dal 2027.

La rete logistica regionale si articola su tre poli principali:

  • CIM di Novara, nodo su due corridoi europei
  • SITO di Orbassano, a servizio dell’area torinese
  • Rivalta Scrivia, con connessione diretta al porto di Genova

A questi si affiancano oltre 30 piattaforme logistiche minori. In parallelo, la Regione punta all’inclusione dello scalo Domo 2 nella Zona Logistica Semplificata, strumento che consente procedure autorizzative accelerate e crediti d’imposta fino al 35% per nuovi investimenti produttivi.

Numeri, occupazione ed efficienza: perché la logistica cresce più del trasporto

I dati economici confermano il cambio di passo. In un raggio di 25 km dai tre principali interporti operano 286.726 unità locali con 1.086.318 addetti, di cui il 24% nel manifatturiero. Nel 2023 il Piemonte ha movimentato 96 milioni di tonnellate in uscita (+6,6% su base annua) e 95,5 milioni in entrata (+6,7%), con flussi distribuiti tra mercato interno, interregionale ed estero.

Nel 2024, nonostante il calo generale del traffico ferroviario portuale, i collegamenti con Rivalta Scrivia sono cresciuti del 5,2%, a fronte della contrazione della Lombardia (-13,7%). Ancora più significativo il confronto strutturale: tra il 2020 e il 2023 il valore aggiunto della logistica è cresciuto del 53,7%, contro il 32,3% del trasporto merci. Gli investimenti seguono la stessa traiettoria (35,2% contro 14,8%), mentre i costi operativi nella logistica si riducono del 30,1%, segnale di una forte spinta verso automazione ed efficienza. Anche l’occupazione cresce: dagli 59.681 addetti del 2013 ai 66.481 del 2023 (+11,4%), con un profilo professionale sempre più qualificato e orientato alla gestione avanzata dei flussi.

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