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Perché lo shipping container continua a servire il Venezuela
Cma Cgm, Maersk e altri vettori confermano i servizi nonostante crisi politica e militare


Trasporti Nazionali e Internazionali

Perché lo shipping container continua a servire il Venezuela

10 Gennaio 2026

La prosecuzione dei collegamenti marittimi container verso il Venezuela, nonostante l’azione militare statunitense e la cattura del presidente Nicolás Maduro, non rappresenta una presa di posizione politica, ma una decisione industriale coerente con le logiche dello shipping liner globale. Le principali compagnie di navigazione hanno confermato la piena operatività dei servizi, consapevoli che il Paese oggi incide in modo marginale sul traffico container mondiale. Dopo anni di sanzioni e instabilità, solo lo 0,1% della flotta globale, pari a circa 36,7 milioni di teu, è impiegato sui collegamenti con il Venezuela. Un dato che ridimensiona l’impatto sistemico della crisi e spiega perché, in assenza di vincoli operativi diretti su porti e infrastrutture, la continuità dei servizi resti la scelta più razionale per i vettori internazionali.

Un network di vettori attivi e traffici gestiti direttamente

In questo quadro di rischio localizzato, le principali compagnie container hanno mantenuto i collegamenti con il mercato venezuelano attraverso servizi operati direttamente, evitando soluzioni emergenziali o temporanee. CMA CGM e Maersk hanno confermato la regolarità delle proprie rotte, affiancate da MSC, Caribbean Feeder Service, Fjord Havn Feeders, Unifeeder, X-Press Feeders e ZIM. L’impiego di navi di proprietà o comunque sotto diretto controllo operativo consente ai vettori di ridurre il rischio contrattuale, garantire maggiore affidabilità ai caricatori e preservare la stabilità del servizio. I dati di tracciamento di Pole Star Global confermano, ad esempio, l’arrivo della portacontainer Maersk Cap Carmel nel porto di Puerto Cabello, principale scalo container del Paese e nodo logistico chiave per l’import-export venezuelano.

Impatto marginale sullo shipping liner globale

Dal punto di vista sistemico, l’attuale crisi venezuelana presenta effetti trascurabili sullo shipping container globale. Come evidenziato da Seatrade Maritime, dopo anni di sanzioni e instabilità politica ed economica, il Venezuela incide marginalmente sulla flotta container mondiale. Questa quota estremamente ridotta implica che eventuali discontinuità operative avrebbero conseguenze limitate e circoscritte ai traffici direttamente legati al Paese, senza impatti rilevanti sugli equilibri delle principali rotte Est-Ovest o Nord-Sud. Per le compagnie di navigazione, mantenere i servizi attivi rappresenta quindi una scelta di gestione del rischio calcolata, che consente di presidiare un mercato residuale senza compromettere la stabilità complessiva delle reti globali.

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