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Le quattro sfide strategiche della logistica nel largo consumo
Il report GS1 Italy 2024 identifica le priorità future: sostenibilità, collaborazione, visibilità, resilienza


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Le quattro sfide strategiche della logistica nel largo consumo

28 Settembre 2025

Il settore del largo consumo sta attraversando una trasformazione profonda, spinta da pressioni ambientali, digitali e geopolitiche. La mappatura GS1 Italy 2024, realizzata con il contributo di 62 operatori logistici tra produttori e GDO, restituisce una visione nitida delle quattro principali direzioni strategiche che guideranno l’evoluzione della supply chain italiana. Il contesto è sempre più complesso: interruzioni nei flussi, aumento dei costi, volatilità della domanda e nuove normative impongono un ripensamento dei modelli tradizionali. In questo scenario, la logistica si configura come leva competitiva e culturale, non solo tecnica.

Visibilità: la filiera non può più essere cieca

La prima sfida individuata è quella della visibilità lungo l’intera supply chain. Troppo spesso, i flussi informativi si interrompono tra attori diversi, impedendo un governo fluido delle operations.

Il report GS1 sottolinea come l’adozione di piattaforme collaborative, sistemi di tracking avanzati e standard condivisi possa migliorare:

  • la reattività in caso di disruption,
  • la gestione delle scorte in tempo reale,
  • la previsione della domanda,
  • la qualità del servizio al cliente finale.

Tuttavia, la penetrazione di strumenti digitali abilitanti come RFID, TMS integrati e analytics predittivi è ancora disomogenea, soprattutto tra i produttori di medie dimensioni.

Sostenibilità: dal green washing alla performance ambientale

Il secondo ambito è quello della sostenibilità ambientale, economica e sociale, che da fattore reputazionale sta diventando un KPI operativo.

La logistica è chiamata a ridurre l’impatto delle proprie attività attraverso:

  • l’aumento della saturazione dei mezzi,
  • la riduzione degli imballaggi,
  • l’efficientamento energetico dei magazzini,
  • l’adozione di mezzi a basse emissioni.

GS1 Italy invita a considerare la sostenibilità come parte integrante della progettazione logistica, superando approcci frammentari. L’obiettivo è quello di rendere il sistema logistico un abilitatore di economia circolare, non un semplice vettore di merci.

Collaborazione: condividere per vincere

La terza direttrice è la collaborazione verticale e orizzontale tra attori della filiera.

In un sistema ancora segnato da logiche individualiste, emerge la necessità di:

  • modelli di co-loading,
  • condivisione di magazzini o flotte,
  • progetti di pianificazione integrata,
  • interoperabilità dei sistemi.

Il report GS1 evidenzia che le reti collaborative sono più resilienti e performanti, ma richiedono fiducia, governance e standard comuni. Le barriere culturali sono ancora forti, ma i benefici dimostrati dai progetti pilota ne confermano il valore strategico.

Resilienza: prepararsi all’imprevedibile

La pandemia, la guerra in Ucraina e le tensioni commerciali internazionali hanno messo a nudo la fragilità delle supply chain.

La quarta priorità emersa è quindi la costruzione di una logistica resiliente, capace di:

  • adattarsi a contesti mutevoli,
  • diversificare fornitori e rotte,
  • garantire continuità operativa anche in scenari critici.

Secondo GS1, la resilienza si costruisce attraverso dati, digitalizzazione e flessibilità organizzativa. Non basta più reagire: è necessario anticipare. E per farlo servono strumenti predittivi e strutture logistiche capaci di cambiare configurazione in tempi rapidi.

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