(Comunicato stampa)
Sono trascorsi un paio di mesi da quando la Direzione Servizi Postali dell’AGCOM ha intrapreso un’iniziativa di cruciale importanza per il futuro del mercato postale italiano. Il 27 maggio 2025, infatti, l’Autorità ha inviato una segnalazione formale al Governo (ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera c, n. 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249), richiedendo l’abolizione del Fondo di Compensazione degli oneri del servizio universale, istituito dall’articolo 10 del d.lgs. 261/99. Un atto significativo che ha messo in luce le criticità che ancora penalizzano il settore.
Assopostale, l’associazione che dal 2016 rappresenta con determinazione gli operatori postali privati, accoglie con pieno favore e condivisione l’analisi e la presa di posizione di AGCOM. L’associazione si schiera a fianco dell’Autorità, riconoscendo nella segnalazione un passaggio fondamentale per ripristinare i principi di trasparenza, non discriminazione e proporzionalità, pilastri imprescindibili per un mercato sano e funzionale.
L’attuale configurazione del mercato postale italiano, fortemente sbilanciata con l’operatore storico che detiene oltre il 90% della corrispondenza, dimostra come il mantenimento del Fondo di Compensazione rappresenti un onere insostenibile per i player alternativi, soffocando la concorrenza e vanificando anni di sforzi verso una reale liberalizzazione.
“L’analisi svolta dalla Direzione Servizi Postali di AGCOM, presieduta dalla Dott.ssa Nasti, riflette appieno le preoccupazioni che Assopostale esprime da tempo,” ha dichiarato Valterio Castelli, Presidente di Assopostale. “Il permanere di un fondo di compensazione, in questo scenario, non solo acuirebbe le distorsioni esistenti, ma rappresenterebbe un ostacolo insormontabile per i piccoli e medi operatori. Tale costo aggiuntivo porterebbe decine di aziende fuori dal mercato. Ciò si tradurrebbe in gravi ripercussioni negative su concorrenza, qualità dei servizi, prezzi e, non da ultimo, sull’occupazione. L’abolizione di questo fondo, tramite un tempestivo emendamento al d.lgs. 261/1999, è l’unica strada per allineare l’Italia alla normativa europea e garantire un futuro di pluralismo e competitività nel settore postale.”
Inoltre Assopostale ritiene che sia fondamentale non ignorare il più ampio contesto della normativa comunitaria di riferimento, la quale pone un’attenzione particolare sugli aiuti di importanza minore concessi ad imprese che forniscono servizi di interesse economico generale.
Infatti il Regolamento sugli aiuti di Stato per i SIEG è stato aggiornato nel 2023, con il nuovo REGOLAMENTO (UE) 2023/2832 DELLA COMMISSIONE del 13 dicembre 2023 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti di importanza minore («de minimis») concessi ad imprese che forniscono servizi di interesse economico generale (Testo rilevante ai fini del SEE), che prevede, fra le altre cose, l’aumento a 750 000 EUR del massimale per gli aiuti «de minimis» per i servizi di interesse economico generale che un’impresa unica può ricevere nell’arco di un triennio da uno Stato membro.
L’attivazione del Fondo di Compensazione deve essere esaminata alla luce anche di questa cornice normativa comunitaria, affinché tali misure siano considerate tali da non incidere sugli scambi tra gli Stati membri e da non falsare la concorrenza.
Pertanto Assopostale ribadisce la necessità di agire celermente per contenere i potenziali contenziosi e per sostenere un ecosistema postale dinamico e aperto alla concorrenza, in linea con gli obiettivi di modernizzazione e sviluppo del Paese.
In tal senso l’associazione si rende disponibile a collaborare con le Istituzioni per definire le migliori strategie volte a raggiungere questi obiettivi.
