Una tendenza non apparente al grande pubblico ma dirompente sta cambiando profondamente il modo in cui vengono costruiti gli impianti industriali.
Per secoli costruiti pezzo per pezzo, trasportando in siti a volte remoti semilavorati e anche la manodopera specializzata, oggi un sempre maggior numero di impianti chimici, petrolchimici, minerari ed estrattivi, energetici e industriali in genere vengono realizzati assemblando moduli funzionali pronti all’uso costruiti spesso a migliaia di chilometri di distanza.
I moduli consistono in sezioni o addirittura in intere parte d’impianto (il trattamento acque, per esempio, o la generazione di energia elettrica e termica).
Sul luogo dove sorgerà l’impianto sono sufficienti lavori di preparazione minimi rispetto a quelli necessari con i metodi tradizionali di costruzione, con riduzione dei tempi di commissioning e degli impatti ambientali, nonché, in futuro, del decommissioning.
La modularizzazione ha anche un impatto positivo sull’occupazione di Paesi come l’Italia, dove vengono costruiti alcuni dei moduli di maggiori dimensioni e sofisticazione, consentendo che la progettazione ed il lavoro restino “a casa”.
Infine, visto che i nuovi impianti sono spesso realizzati in zone remote, con scarse infrastrutture e spesso con problemi ambientali e di sicurezza, la modularizzazione riduce al minimo l’esposizione della manodopera.
I moduli, realizzati da società specializzate ma anche da giganti diversificati come General Electric, hanno dimensioni e pesi compresi tra qualche metro e qualche centinaia di tonnellate sino a “oggetti” grandi come condomini e pesanti migliaia di tonnellate. E’ chiaro quindi che una simile evoluzione nel modo di costruire gli impianti non sarebbe possibile senza il contributo dei grandi trasportatori e sollevatori, tra i quali Mammoet BV è il leader indiscusso a livello mondiale. Ogni anno la società trasporta e posiziona alcune centinaia di moduli di ogni dimensione.
Mammoet Italy, la consociata nazionale dell’azienda, ha per prima introdotto nel nostro Paese oltre dieci anni fa le tecnologie e il know-how necessario al trasporto di questi carichi.
Recentemente, tra le commesse di questo tipo, si è aggiudicata quella relativa al trasporto su strada normale dei moduli di General Electric-Nuovo Pignone realizzati nel cantiere di Carrara-Avenza fino al porto di Marina di Carrara e destinati al Progetto Gorgon di estrazione gas off-shore in Australia.
La commessa prevede il trasporto di cinque moduli del peso medio di 2300 tonnellate e ha già visto la consegna di due unità, con la terza prevista per la fine del luglio prossimo.
“La tendenza alla modularizzazione spinta degli impianti industriali, energetici e industriali, commenta Alberto Galbiati, managing director di Mammoet Italy, sta rivoluzionando il settore dei grandi trasporti come l’avvento prima dei pallet e poi dei container ha cambiato quella della logistica tradizionale.
Per operare in questo settore è necessario un approccio ingegneristico, direi scientifico, al trasporto e al sollevamento, in cui Mammoet è stata pioniere ed è sempre leader. Siamo quindi nella migliore posizione per valorizzare al massimo i nostri punti di forza. E lo stiamo facendo con sempre maggiore successo.”
