La trasformazione della logistica non è più solo tecnologica o infrastrutturale. Automazione, digitalizzazione dei flussi, sostenibilità e integrazione IT stanno modificando in profondità il lavoro nei magazzini, nei trasporti e nella gestione delle supply chain. In questo scenario, la vera variabile critica è diventata la disponibilità di competenze adeguate. È qui che si inserisce la scelta della Regione Lombardia di rafforzare il modello delle filiere formative tecnologico-professionali, autorizzando 57 nuovi percorsi per l’anno scolastico 2026/27, con un approccio pensato per ridurre il disallineamento tra istruzione e sistema produttivo. L’obiettivo non è aumentare l’offerta formativa in senso astratto, ma renderla coerente con le esigenze reali delle imprese, logistiche incluse.
I nuovi percorsi coprono ambiti strategici come meccanica, meccatronica, energia, informatica, agroalimentare e logistica, confermando il ruolo crescente di quest’ultima come settore ad alta intensità di competenze. La distribuzione territoriale evidenzia un sistema diffuso: Milano guida con 16 percorsi, seguita da Varese (11) e Monza e Brianza (6), ma tutte le province lombarde risultano coinvolte. Le nuove autorizzazioni si aggiungono alle cinquanta filiere già attive, rafforzando un modello che punta sulla continuità dei percorsi, sull’innovazione didattica e su un dialogo strutturato con le imprese. Per la logistica questo significa formare profili capaci di operare su processi complessi, gestione dei flussi, integrazione dei sistemi informativi e organizzazione operativa avanzata.
Le filiere formative rappresentano una risposta concreta a uno dei nodi storici del settore logistico: la difficoltà di reperire figure tecniche pronte a governare magazzini automatizzati, reti distributive articolate e catene di fornitura sempre più esposte a shock esterni. Il valore del modello lombardo sta nel coinvolgimento diretto del tessuto produttivo, che contribuisce a orientare contenuti e competenze, riducendo la distanza tra formazione e lavoro. In questo quadro si inserisce anche il rinnovo della sperimentazione dei percorsi liceali quadriennali, che rafforza l’idea di una filiera educativa continua. Per la logistica, il messaggio è chiaro: la competitività futura passa meno dalla sola infrastruttura fisica e sempre più dalla capacità di costruire capitale umano qualificato e stabile.
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