Così l’Associazione Anita commenta la decisione dell’Austria di riattivare le frontiere.




Trasporti Nazionali e Internazionali

I controlli alle frontiere austriache? “Pesanti ricadute sul settore produttivo e del trasporto”.

23 Febbraio 2016

Thomas Baumgartner, presidente dell’Anita (l’Associazione nazionale delle imprese di autotrasporto e logistica), è intervenuto sulla questione del ripristino dei controlli alle frontiere del Brennero e di Tarvisio voluto dal Governo austriaco.

È infatti convinto che se fossero ripristinati i controlli le conseguenze provocherebbero pesanti ricadute sul settore produttivo e su quello dei trasporti, che da anni sono tarati su tempi di consegna “just in time”, in particolare sul settore automotive per la componentistica e quello della filiera dell’alimentare.

“Il flusso dei veicoli che attraversano quotidianamente l’asse del Brennero, la più trafficata rotta di collegamento tra l’Italia e l’Europa – ha aggiunto Baumgartner – è tale che l’attività di controllo comporterà inevitabili tempi di attesa.

Un camion fermo costa all’azienda circa 60 euro l’ora, quindi, con un ritardo di sole due ore possiamo supporre un aumento dei noli del 10% che ricadrà senza dubbio sui costi e, quindi, sui prezzi dei prodotti e, di conseguenza, sul consumatore finale.
Uno scenario nel quale il prodotto italiano perderebbe competitività con intuibili riflessi sull’export e danni per tutto il sistema economico nazionale”.





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