Rabbia e frustrazione investe la categoria francese che minaccia di bloccare gli accessi al terminal.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Otto ore di attesa in più per gli autotrasportatori al porto di Le Havre.

17 Febbraio 2016

Il porto di Le Havre, affacciato sulla Manica, scalo e punto nevralgico dei trasporti marittimi francesi, è in questi giorni al centro delle polemiche dell’autotrasporto d’oltralpe.

Le sigle sindacali FNTR (Fédération nationale des transports routiers) e OTRE (Organisation des transporteurs routiers européens) hanno infatti scritto un comunicato che lamenta l’inefficienza del tipo di organizzazione utilizzato per il carico container del porto della Normandia.

Il modello utilizzato, basato sulla pianificazione dei carichi online e relativamente recente – risale infatti a maggio 2014 – si è rivelato assolutamente non in grado di sostenere i ritmi e i tempi di carico/scarico dello scalo, mettendo così a rischio i margini e la produttività delle imprese di autotrasporto.

Le associazioni di categoria sono inoltre preoccupate del fatto che il programma di sviluppo del porto contava di arrivare a 4 milioni di container all’anno, quando al momento non è in grado di movimentarne nemmeno 2,5 milioni.

È scattato dunque un ultimatum, che prevede un’azione di blocco degli accessi al terminal “senza preavviso”, se la situazione non migliorerà, con la concessione agli operatori del porto di un’ora di tempo per il lavoro del vettore dall’ingresso all’uscita.





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