L’intento di passare il proprio trasporto merci da gomma a rotaia subisce una battuta d’arresto.




Trasporti Nazionali e Internazionali

FS aumenta le tariffe e Lucart sospende il suo progetto di sostenibilità ambientale.

22 Gennaio 2016

Lucart, azienda europea leader nella produzione di carte monolucide e di carta per uso domestico (Tenderly e Tutto), nei mesi scorsi aveva intrapreso un progetto volto alla sostenibilità ambientale, trasferendo buona parte delle sue merci da gomma a rotaia.

L’obiettivo era quello di eliminare almeno 2.500 tir all’anno dalle strade toscane riducendo del 75% le emissioni di Co2, ma, visti i rincari di Trenitalia, il progetto di riattivazione dello scalo merci di Castelnuovo Garfagnana, nel quale stavano investendo Lucart (che lì ha uno stabilimento) e Ferrovie, è sospeso.

Massimo Pasquini, AD del gruppo cartario, ha spiegato il perché del blocco degli investimenti già pianificati: “Un aumento improvviso dei costi di trasporto su rotaia del 15-20% deciso da Trenitalia da metà novembre ci ha costretto ad abbandonare il treno per movimentare la cellulosa dal porto di Livorno allo stabilimento di Borgo a Mozzano, e si prospetta un ulteriore aumento del 7-10% che renderebbe antieconomico il trasporto merci su rotaia”.

Poi aggiunge ancora Pasquini: “Mentre da una parte Rfi Infrastrutture contribuisce a un investimento che vale 20-25 milioni per la linea Lucca-Aulla, di cui 10 già spesi, dall’altra una diversa società del Gruppo Fs aumenta le tariffe in modo tale da rendere il camion più competitivo”.





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