Obiettivo fondamentale: creare crescita e occupazione per il territorio.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Traffici commerciali in crescita nel Porto di Ancora grazie allo sviluppo delle infrastrutture.

2 Novembre 2015

Nei primi 9 mesi dell’anno il porto di Ancona ha movimentato complessivamente 6.330.038
tonnellate di merci, un andamento coerente con lo stesso periodo del 2014 (+0,3%).
In crescita le merci solide (2.878.231 tonnellate, +3% vs 2014).
In particolare, si registra un’ottima performance sia del traffico contenitori (132.023 Teu, +10% che hanno movimentato 890.765 tonnellate +4%) sia del traffico su tir e trailer, con 1.637.646 tonnellate (+ 9% vs. 2014).

Segno positivo anche per il traffico di veicoli pesanti: 103.346 tir e trailer, in crescita del 9,2%
rispetto allo stesso periodo del 2014, dato coerente con l’aumento delle merci su rotabili.
Di questi, quasi 89.000 mezzi, pari all’86% del traffico complessivo, sono transitati sulla direttrice greca (+11% rispetto al 2014).
Fortemente in aumento anche il traffico di tir e trailer da/per l’Albania: 6.030 mezzi, pari a +34% rispetto al 2014.

Il Presidente dell’Autorità Portuale Rodolfo Giampieri ha dichiarato: “I dati di traffico del porto
di Ancona ne confermano la rilevanza e il dinamismo nel contesto della portualità italiana.
Prosegue, infatti, il trend positivo del traffico merci, sostenuto dai miglioramenti dell’infrastruttura
portuale completati in questi mesi: dragaggi, molo di sopraflutto e gli spazi aggiuntivi in nuova
darsena sostengono lo sviluppo del traffico.

E’ essenziale proseguire con la stessa determinazione che ci ha caratterizzato in questi 2 anni di
lavoro anche nei prossimi investimenti infrastrutturali, perché il nostro obbiettivo è quello di creare
crescita e occupazione per il territorio.

Mi riferisco, in particolare, al prolungamento della banchina rettilinea, ormai in fase di aggiudicazione, che fornirà lo scalo di un fronte mare di oltre 600 metri, e all’estensione dei binari ferroviari in nuova darsena fino a ciglio banchina, per arrivare a un blocco treno di oltre 500 metri, condizione per rendere ancora più competitiva l’intermodalità”.





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