L’Agenzia per la Coesione Territoriale della Presidenza del Consiglio dei ministri presenta: “La logistica come elemento di eccellenza economica”.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Da Gioia Tauro il road show dedicato alla logistica delle aree produttive.

9 Settembre 2015

Dopo la presentazione del progetto a Verona, parte domani 10 settembre da Gioia Tauro (RC), il road show dell’Agenzia per la Coesione Territoriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri dedicato alla presentazione di modelli innovativi per la logistica delle aree industriali.

L’iniziativa ha come obiettivo principale quello di creare una rete fra le realtà della logistica italiane sulla base dell’esperienza sviluppata dalla collaborazione fra due sistemi di eccellenza quali il Consorzio ZAI di Verona e l’ASI di Salerno, trasmettendo, adattando e applicando i modelli sviluppati ad altre realtà del Paese del settore della logistica delle aree produttive e candidandosi a diventare un’importante leva di rilancio per l’economia del Paese. 

La collaborazione, avviata grazie a un progetto AGIRE POR coordinato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e finanziato dal Programma Operativo Nazionale Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013, ha visto coinvolti, oltre al Consorzio ZAI di Verona e all‘ASI di Salerno, il Politecnico di Milano e Umbria Digitale.

L’incontro, che avverrà nella sede dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro, coinvolta a sua volta in un gemellaggio parallelo con il Consorzio ZAI sull’immobiliare logistico, sarà costituito da una parte di presentazione generale delle attività e da una seconda parte pratica dedicata ai tre manuali realizzati dal Consorzio ZAI e alla piattaforma GIT, l’infrastruttura informatica, ideata da Umbria Digitale, utilizzata per migliorare la conoscenza territoriale attraverso strumenti innovativi di analisi delle informazioni e di interscambio dati tra le Amministrazioni.

L’obiettivo complessivo dei 4 appuntamenti è ridisegnare in maniera strutturale cosa fare delle aree a destinazione produttiva, rispetto a una funzione moderna e internazionale, e quindi “ripensare” la logistica del nostro Paese, intesa sia nei suoi nodi e nelle sue reti ma soprattutto nel lavoro che si fa dietro le strutture degli interporti, ovvero quello dei servizi e dei sistemi.





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