Lo sciopero proseguirà anche nella prima settimana di agosto.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Porto di Napoli: i danni dello sciopero sono di circa un milione e mezzo di euro.

29 Luglio 2015

Porti nazionali_napoliscioperoScioperano da 8 giorni i lavoratori  del Terminal Conateco di Napoli (354 in totale) che protestano contro tagli medi in busta paga di 250 euro scattati a luglio dopo l’accordo siglato sulla Cassa integrazione, che ha evitato 101 licenziamenti.
La protesta è sostenuta da Cisl, Ugl e Uil.

I danni economici della protesta sono enormi: almeno duemila container persi, pari a non meno di un milione e mezzo di euro bruciati, per un indotto di circa 7mila persone.

Danni ‘gravissimi’ per la filiera portuale, come scrivono spedizionieri, autotrasportatori e agenti marittimi al governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.
Intanto, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, senza la Cgil, hanno proclamato altre quattro giornate di sciopero di ventiquattr’ore: 3, 4, 6 e 7 agosto della settimana prossima.

“Siamo lontani da quello che la Regione Campania plaudeva la settimana scorsa come un’occasione di rilancio per il porto, quando c’è stato l’accordo sulla cassa integrazione – commenta il segretario Fai-autotrasporto regionale Ciro Russo – oggi le posizioni si sono irrigidite e non vedo una via di uscita”.

Nonostante l’accordo sulla cassa integrazione abbia scongiurato 101 licenziamenti, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, che insieme rappresentano la maggior parte dei dipendenti, hanno scelto la linea dura e il grosso dei dipendenti Conateco è ora intenzionato ad andare avanti con lo sciopero finché non verrà ripristinato l’accordo di secondo livello e con esso una busta paga senza tagli.





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