Nel convegno di Assologistica l’analisi dei fattori che possono migliorare la competitività del settore.




Outsourcing

La logistica risente di errori del passato, ma può creare ancora valore.

22 Gennaio 2015

Centodieci mld di euro, pari a circa il 7% del Pil, con una crescita del 1,1%.
I numeri emergono dal convegno “Il Sistema logistico Italia: un valore per il nostro Paese”, organizzato dall’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, in collaborazione con Assologistica, che si è tenuto ieri a Roma.

Il Convegno è stato l’occasione per analizzare il settore della logistica in Italia e valutare le opportunità di sviluppo e crescita che offre al Paese.
Tra i presenti, oltre al presidente di Assologistica Carlo Mearelli e ai membri dell’advisory board dell’Osservatorio Contract Logistics, il presidente di Anita Thomas Baumgartner, che ha affermato: “In passato sono stati fatti degli errori di cui la logistica italiana risente ancora oggi, mostrando di avere difficoltà ad accaparrarsi traffici, rispetto ai porti nordici attrezzati ed efficienti”.

Diversi, secondo Baumgartner, i fattori che hanno portato il nostro Paese ad essere poco competitivo nel settore logistico.
Tra questi, “una normativa vecchia, la mancanza di collegamenti infrastrutturali, una normativa doganale e amministrativa complessa”.

La logistica conto terzi – come è emerso poi dai risultati di una ricerca sull’outsourcing della logistica realizzata dall’Osservatorio – puntando sulla terziarizzazione in settori in cui i processi logistici non sono ancora maturi e sulle grandi opportunità dell’export, può creare valore per il Paese.

Dalla ricerca è emerso un sempre maggiore ricorso da parte delle aziende all’outsourcing dei servizi di logistica per ottimizzare il processo e creare valore e una concentrazione dei fornitori di servizi logistici, con il numero complessivo di aziende che si è ridotto di oltre il 9% in quattro anni.





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