Con una sentenza della Corte di Giustizia stop ai depositi Iva virtuali.




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Via libera al reverse charge.

22 Luglio 2014

Il problema della merce che transita virtualmente e non fisicamente nei depositi mediante l’iscrizione nel registro di magazzino in ingresso e uscita ha avuto di recente una nuova chiave di lettura grazie ad una sentenza della Corte di Giustizia.

Il 17 luglio, infatti, la Corte ha disposto che l’inosservanza dell’obbligo di introdurre fisicamente la merce all’interno del deposito fiscale non comporta il mancato pagamento dell’Iva all’importazione giacché essa è stata regolarizzata dal soggetto passivo (cioè l’azienda) con il meccanismo dell’inversione contabile.

Ciò significa, quindi, che essendo l’imposta dovuta al momento dell’importazione della merce, il successivo obbligo di assolvere l’imposta stessa costituisce un pagamento tardivo della medesima, e che in mancanza di un tentativo di frode ai danno dello Stato costituisce una violazione formale che non può mettere in discussione il diritto alla detrazione.





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