Gli operatori chiedono al Ministro Guidi che la direttiva europea 27/2012 riguardi anche il settore marittimo.




Servizi e accessori per il trasporto

Anche lo shipping usufruisca dei Tee.

27 Giugno 2014

Il meccanismo dei certificati bianchi, i cosiddetti Tee (titoli di efficienza energetica), rientri anche nell’ambito del trasporto marittimo.

È quanto chiedono gli operatori del settore, riuniti nel Green Shipping Summit, meeting curato da Ecba Project (società di consulenza specializzata nell’analisi costi-benefici di progetti e politiche di investimento), in collaborazione con Confitarma e Assoporti, svoltosi ieri a Napoli nell’ambito della Naples Shipping Week.

Andrea Molocchi, al vertice di Ecba, spiega infatti la necessità che “il decreto 27/2012 metta in chiaro che lo shipping può usufruire dei Tee o, comunque, rinvii ad un successivo regolamento specifico, orientato in quella direzione e pensato ad hoc per il trasporto marittimo”.

Il provvedimento, infatti, si è concentrato sui settori terrestri e non si riferisce in nessun suo punto all’efficienza energetica nei porti, nella logistica e nei trasporti marittimi.

Secondo un recente studio di Ecba, molte migliorie tecnologiche volte al risparmio energetico sarebbero più possibili attraverso il meccanismo dei certificati bianchi, perché gli armatori sarebbero più incentivati a realizzarle.

Basti pensare che una portacontainer da 500 teu (contenitori da 20 piedi) ridurrebbe le spese da 190mila a 500mila dollari l’anno; una unità Ro-ro da 750mila a 1,6 milioni e una cisterna da 400mila a 1,05 milioni.
Per un progetto di efficienza energetica che genera un risparmio di una tonnellata, il beneficio economico è di 450 euro.

Il valore medio dei Tee è di circa 120 euro a tep (tonnellata equivalente di petrolio risparmiata, ndr).
Dunque, per ogni tonnellata di petrolio che si risparmia, il premio che incentiva il progetto di efficienza energetica è di 120 euro.





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