Una catena logistica che unisce infrastrutture che operano nel porto di Rotterdam.




Servizi e accessori per il trasporto

L’Interporto di Bologna entra in InlandLinks.

25 Luglio 2013

È la piattaforma del futuro, quella che si configura come un elemento di supporto ai transport and logistics decision makers alla gestione degli attuali e dei futuri traffici del porto di Rotterdam.

Stiamo parlando della piattaforma on line InlandLinks (http://www.inlandlinks.eu), nata per iniziativa dell’Autorità Portuale di Rotterdam in collaborazione con VITO (Dutch Inland Container Terminal Organisation) e all’interno della quale figurano ad oggi 38 terminal: 27 in Olanda, 4 in Germania, 3 in Belgio, 1 in Polonia, e 1 in Italia: l’Interporto di Bologna, che è il primo e al momento l’unico Interporto in Italia a figurare nell’elenco delle infrastrutture di trasporto che offrono servizi intermodali da e per il porto di Rotterdam operati 4 volte a settimane da GTS/Shuttlewise.

Per quanto riguarda la catena logistica creata dalla InlandLinks i terminali sono presentati sulla base di criteri oggettivi e comparabili.

Questo consente a tutti i partecipanti alla catena logistica di identificare meglio i vantaggi e le opportunità specifiche per infrastruttura alimentando dinamiche di ottimizzazione ed efficienza dei relativi processi sempre supportati dalla modalità ferroviaria/intermodale.

Il Porto di Rotterdam ha l’aspettativa di triplicare nei prossimi 25 anni i propri flussi, favorito dalla posizione geografica, dagli effetti della futura crescita economica e dell’aumento di portata delle navi portacontainer. In questo contesto diventeranno prioritari i collegamenti con l’hinterland terrestre per il riposizionamento della merce sui mercati di destinazione.

Fonti autorevoli dichiarano che di qui al 2035 in Europa, ben 18 milioni di TEU si muoveranno da e verso nodi terrestri in modalità intermodale.





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