Questo sito richiede JavaScript per funzionare correttamente. Si prega di abilitare JavaScript nel browser e ricaricare la pagina.
Il rapporto AEA.

L'impatto ambientale dei trasporti.




Logistica Sostenibile

Il rapporto AEA.

3 Dicembre 2012

Premessa

L’Agenzia Europea dell’Ambiente – AEA – è un’agenzia dell’Unione Europea che si occupa di fornire informazioni valide e indipendenti sull’ambiente e si rivolge, oltre che al pubblico in generale, in particolare agli attori che si occupano dello sviluppo, dell’adozione, dell’implementazione e della valutazione delle politiche ambientali.

Sono 32 i paesi membri di questa agenzia, la cui attività è iniziata nel 1994, dopo l’istituzione del regolamento avvenuta nel 1990, e la collocazione della sede a Copenaghen.
Secondo quanto stabilito, il compito dell’AEA è di “aiutare la Comunità Europea e i paesi membri a prendere delle decisioni fondate in merito al miglioramento dell’ambiente, integrando considerazioni di carattere ambientale nelle politiche economiche e progredendo verso la sostenibilità” e di coordinare la rete europea di informazione ed osservazione ambientale – Eionet – che offre consulenza e informazioni sugli indicatori, sui flussi di dati e sulla razionalizzazione delle informazioni.

Oltre a servire le istituzioni dell’Unione Europea, ovvero la Commissione europea, il Parlamento europeo ed il Consiglio, e le istituzioni dei paesi membri, l’Agenzia serve anche altre istituzioni comunitarie, come il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni.

L’Agenzia opera in quattro aree tematiche: come affrontare il cambiamento climatico, come affrontare la perdita di biodiversità e comprendere il cambiamento geografico, la protezione della salute umana e della qualità della vita, l’utilizzo e la gestione delle risorse naturali e dei rifiuti.

L’AEA raccoglie ed analizza i dati ambientali che provengono dai suoi paesi membri, dai suoi partner nell’Unione europea e dalle organizzazioni internazionali.

L’impatto dei trasporti sulla qualità dell’aria

Nel 1998 è nato il cosiddetto TERM – The Transport and Environment Reporting Mechanism – ovvero il rapporto sull’incidenza ambientale dei trasporti, con lo scopo di fornire uno strumento utile per integrare le strategie europee in merito a questo aspetto ambientale.

Il rapporto annuale 2012 nasce in vista dell’indicazione europea di ridurre del 60% le emissioni inquinanti dei trasporti entro il 2050, rispetto al 1990, ed ha come tema le emissioni inquinanti dei trasporti e la qualità dell’aria.

Il trasporto su strada è una fonte particolarmente preoccupante di emissioni inquinanti di biossido di azoto ed è responsabile di un terzo delle emissioni totali in Europa per il 2010.
Anche il trasporto marittimo incide in questo senso sull’ambiente, fonte di biossido di zolfo e responsabile per il 19% delle emissioni nel 2010.

Entrambi i tipi di trasporto sono inoltre responsabili di emissioni di PM.
Per quanto riguarda il trasporto su strada, il rapporto rileva delle differenze nei paesi membri, a seconda delle scelte politiche adottate e del prezzo della benzina.
Ad esempio, il Lussemburgo è il paese in cui il petrolio rimane al prezzo più basso in Europa, portando ad un “fuel tourism”, ovvero un turismo più congestionato che vuole avvantaggiarsi del basso prezzo del carburante, e conseguentemente a una produzione negativa in termini di inquinamento e congestione.

Il rapporto analizza il trend delle emissioni delle principali sostanze inquinanti derivanti dai trasporti nei 32 paesi membri che aderiscono all’AEA dal 1990.
 Dai dati emerge che le emissioni di biossido di azoto e di PM 25 sono diminuite grazie all’aumento sul mercato di veicoli diesel, avvenuto tra il 1990 e il 2012.
I diesel emettono però comunque sostanze inquinanti, in particolare per quanto riguarda l’emissione del carbone nero che ha un forte impatto sulla salute e sul clima, ma anche di biossido di azoto.

Con gli standard Euro 6, che però non entreranno in vigore fino al 2014, si spera che i veicoli possano incidere in misura minore, con il passaggio dallo standard Euro 5 all’Euro 6.

L’aumento del trasporto merci ha contribuito al peggioramento della qualità dell’aria ed anche l’intensificarsi del trasporto marittimo ha comportato una riduzione delle emissioni di ossidi di zolfo di solo il 14% dal 1990.

La relazione evidenzia anche come il trasporto su strada sia ancora difficilmente convertibile in trasporto ferroviario, anche perché il prezzo incide molto sulla scelta del tipo di trasporto.
Mentre l’acquisto di un’auto è diventato sempre più conveniente dalla metà degli anni ’90, i viaggi in treno e il trasporto marittimo stanno diventando invece sempre più costosi.

Allo stesso tempo però le nuove auto stanno diventando più efficienti nell’uso e nel consumo di carburante.
Le auto vendute nel 2011 sono risultate in media più efficienti del 3,3% rispetto a quelle vendute nell’anno precedente.

È possibile scaricare l’intero rapporto in lingua inglese alla pagina http://www.eea.europa.eu/publications/transport-and-air-quality-term-2012


Le sostanze inquinanti e i cittadini europei

Il biossido di azoto è una delle principali cause di eutrofizzazione, la crescita eccessiva di piante e alghe nell’acqua, e di acidificazione, oltre a contribuire alla formazione di PM e ozono.
Nel 2010 il 7% degli abitanti delle città era esposto a livelli di biossido di azoto superiori ai limiti dell’Ue.

Il biossido di zolfo ha visto invece importanti riduzioni: il 2010 è stato l’anno in cui per la prima volta la popolazione dell’Ue nono è stata esposta a concentrazioni di biossido di zolfo superiori ai valori limite stabiliti dall’Ue.

Da quanto emerge dal rapporto dell’AEA, il 21% della popolazione urbana è stata esposta nel 2010 a livelli di concentrazione di PM10 superiori ai valori limite giornalieri previsti dall’UE per salvaguardare la salute, e fino al 30% della popolazione era esposta a PM 2,5 superiori ai livelli annuali stabiliti dall’UE.

Si tratta di sostanze inquinanti, il cosiddetto particolato PM, particolarmente dannose per la salute. Prendendo come riferimento i livelli previsti dall’OMS, sarebbero stati esposti a tali inquinanti fino all’81% degli abitanti delle città, esposti al PM10, e fino al 95% degli abitanti al PM 2,5.

L’ozono è un’altra sostanza inquinante che danneggia la salute, in quanto può provocare problemi all’apparato respiratorio e condurre a morte prematura.

Il 97% degli abitanti delle città dell’Ue è stato esposto nel 2010 a concentrazioni superiori rispetto ai limiti dell’OMS, il 17% rispetto ai limiti dell’Ue.

È motivo di preoccupazione l’aumento delle emissioni di Benzoapirene, che è una sostanza cancerogena.
Le concentrazioni nell’aria di monossido di carbonio, benzene e metalli pesanti (Arsenio, cadmio, nichel, piombo) sono invece diminuite, arrivando ad essere modeste, localizzate e sporadiche.





A proposito di Logistica Sostenibile