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Spostamenti e mobilità degli italiani primo semestre 2011: secondo Audimob è crisi.

Audimob: torna ai livelli del 2005 il numero passeggeri per chilometro nel giorno medio feriale.




Logistica Sostenibile

E’ crisi vera anche per la domanda di mobilità

3 Agosto 2011


Premessa
Audimob‘, Osservatorio su stili e comportamenti di mobilità degli italiani di ISFORT (Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti), che rileva periodicamente gli aspetti quantitativi e qualitativi della mobilità degli italiani, ha di recente pubblicato il ‘Rapporto congiunturale sulla mobilità‘ relativo al primo semestre 2011.

Come già avevamo fatto in passato in tema di trasporto pubblico locale su ferro, proponiamo qui la sintesi del Rapporto, indicando a chi fosse interessato l’indirizzo del sito internet di ISFORT, dal quale è possibile scaricare la versione integrale del Rapporto: http://www.isfort.it

Il calo degli spostamenti


Da diverso tempo la crisi economica fa sentire i propri effetti sulla vita quotidiana degli italiani: diminuisce l’occupazione, le borse perdono terreno, i servizi pubblici tendono a ridimensionarsi, diminuiscono i redditi reali, e così via; la crisi tuttavia non sembrava aver colpito più di tanto i consumi di mobilità.

Tra il 2008 e il primo semestre del 2010 gli italiani hanno in parte modificato i loro comportamenti utilizzando un po’ meno l’auto e un po’ di più le modalità alternative – il mezzo pubblico in primo luogo – ma la domanda di mobilità si è mantenuta stabile.

Nell’ultimo periodo, invece, la situazione è cambiata in modo sostanziale: già nella seconda parte del 2010, diversi indicatori monitorati dall’Osservatorio “Audimob” di Isfort evidenziavano un primo ma significativo rallentamento nei consumi di mobilità, segnali che nei primi mesi del 2011 hanno assunto caratteri e dimensioni tali da lasciare pochi dubbi sul fatto che sia crisi vera anche per la domanda di mobilità.

L’indicatore di riferimento della domanda, ovvero il numero di passeggeri per chilometro nel giorno medio feriale, ritorna infatti sui livelli del 2005 e nell’ultimo anno in particolare scende da 130,8 (base 100 al 2001) del primo semestre 2010 a 111,4 del primo semestre 2011.


Nello stesso periodo il numero di spostamenti diminuisce del 15,1% e il relativo numero indice scende da 101,8 a 86,4, il valore più basso da quando sono state avviate le rilevazioni “Audimob” (anno 2000).



Dinamiche in decisa discesa anche per gli altri “fondamentali” della domanda.
Il tasso di mobilità – percentuale di persone (14 e 80 anni) che ha effettuato almeno uno spostamento in un giorno feriale medio – nel primo semestre 2011 arretra fino all’80,9%, valore più basso dal 2000 ad oggi.





Uguale sorte
per il numero medio di spostamenti pro capite (2,7 viaggi nel primo semestre 2011, 0,3 in meno rispetto allo stesso periodo del 2010 e valore più basso dall’avvio delle rilevazioni), per il tempo medio dedicato agli spostamenti nell’arco di una intera giornata (56,9 minuti, ben 6 in meno rispetto allo stesso periodo del 2010 e quasi 10 in meno con riferimento al 2008), nonché per il numero medio di chilometri percorsi da chi si sposta (29,7 km, 4,7 in meno nel confronto con il 2010).




I cambiamenti della domanda di mobilità


La brusca frenata dei consumi di mobilità, associata al perdurante aumento del costo dei carburanti, sta determinando una modifica delle abitudini degli italiani nell’utilizzo dei mezzi di trasporto.

Infatti, i viaggi con le auto sono diminuiti nel primo semestre del 2011, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 15,6% e quelli con le moto del 17,6%; in termini assoluti non si erano mai registrati valori così bassi.

Significativo anche il calo degli spostamenti a piedi e in bici (-18,5%), mentre molto più contenuto è l’arretramento degli spostamenti, e quindi dei passeggeri trasportati, con i mezzi pubblici (-4,7%). Ciò significa che in termini di quote modali continua il recupero della mobilità collettiva.


Considerando i soli spostamenti con un mezzo di trasporto motorizzato – che valgono il 79,3% del totale – le diverse modalità di trasporto pubblico (treno, autobus, pullman, metropolitana, ecc.) conquistano nella prima parte del 2011 una fetta pari al 14,5% del totale del mercato (+1,5% rispetto ai primi sei mesi del 2010 ed è la quota più alta da quando sono iniziate le rilevazioni “Audimob”).


Quanto alle motivazioni di mobilità, va sottolineato l’incremento di peso dei viaggi per studio che segnando una crescita dell’1,3% (6,6% nel 2011) compensano, tra le motivazioni “sistematiche”, la contrazione della quota dei spostamenti per lavoro (-0,4% e 29,5% nel 2011).

In crescita anche la quota di viaggi per la gestione familiare (+2,1% e 35,2%), mentre registra una decisa diminuzione la fetta di spostamenti per godere del tempo libero: dal 31,7% al 28,6%.

La riduzione generale dei consumi si riflette evidentemente sulla riduzione delle attività legate al tempo libero.



Infine la soddisfazione per i vari mezzi di trasporto.
Gli intervistati che nel primo semestre del 2011 sono stati chiamati ad esprimere un giudizio sul proprio livello di soddisfazione, hanno in media dato voti sempre superiori alla sufficienza e quasi sempre migliori a quelli registrati nello stesso periodo del 2010.

Nello specifico è in crescita il gradimento per la bici (+0,08 e 8,36 con riferimento ai primi sei mesi del 2011), la moto (+0,06 e 8,40), l’auto (+0,28 e 8,26), l’autobus urbano/tram (+0,15 e 6,26), la metro (+0,13 e 7,65), i treni locali (+0,12 e 6,15), nonché i treni a media e lunga percorrenza (+0,04 e 6,74).
Unico mezzo che subisce un arretramento è l’autobus extraurbano (-0,21 e 6,64).


Nota metodologica


L’Osservatorio “Audimob” si basa su un’estesa indagine telefonica, realizzata con sistema CATI ed alimentata da circa 15.000 interviste annue ripartite su 4 survey (una per stagione, tre/quattro settimane per ciascuna stagione).

I dati esposti si riferiscono al campione salvo diversa indicazione.
L’Osservatorio è attivo dall’inizio del 2000 e interessa un campione stratificato (per sesso, per età e per regione) statisticamente significativo della popolazione italiana compresa fra 14 e 80 anni.

I campioni trimestrali sono indipendenti e “gemelli” (omogenei rispetto alle caratteristiche di base).
L’indagine registra in modo dettagliato e sistematico tutti gli spostamenti effettuati dall’intervistato il giorno precedente l’intervista (solo giorni feriali), ad eccezione delle percorrenze a piedi inferiori a 5 minuti.

L’indagine raccoglie anche informazioni, a livello prevalentemente percettivo/valutativo, sulle ragioni delle scelte modali, sulla soddisfazione per i diversi mezzi di trasporto, sugli atteggiamenti verso le politiche di mobilità sostenibile e così via.





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