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L'outsourcing in Italia secondo Bocconi e Accenture, 'La logistica tra presente e futuro'

Secondo la ricerca Accenture-SDA Bocconi, più del 78% dei costi logistici delle imprese è originato da attività in outsourcing, principalmente per la gestione dei trasporti e del magazzino.




Outsourcing

Sempre più outsourcing per la logistica delle aziende italiane

30 Maggio 2011


Premessa


Accenture e Sda Bocconi il 26 maggio hanno presentato la ricerca “La Logistica tra Presente e Futuro“, un’indagine condotta con una metodologia di natura esplorativa su un campione rappresentativo di aziende, con l’obiettivo di verificare lo stato delle prassi attuali nella gestione delle attività di logistica in un campione di aziende italiane e multinazionali operanti sul territorio nazionale.

Sono state indagate aziende con fatturato superiore ai 50 milioni di euro e appartenenti prevalentemente ai settori Food&Beverage, Farmaceutico e Retail.


L’indagine sulle aziende è stata accompagnata da una verifica speculare condotta sui principali operatori logistici, al fine di poter identificare anche i trend di medio periodo in una prospettiva di domanda e offerta di servizi logistici.

La ripartizione dei costi logistici


Lo studio rivela che le operazioni legate alla logistica risultano ancora oggi attività ‘fisiche’: l’89% dei costi sono infatti generati da attività di trasporto e di magazzino e incidono sul fatturato dal 2% al 7% circa a seconda dei settori, una tendenza che si prevede rimarrà costante anche nel prossimo triennio.

Inoltre, il 78,43% dei costi logistici nelle imprese oggetto dell’indagine è originato da attività svolte da terzi, con la gran parte dell’outsourcing assorbito da trasporti e magazzini.


I dati raccolti confermano che continua, seppure con tassi di crescita inferiori, la tendenza all’esternalizzazione delle attività logistiche, in particolare relative alla gestione dei magazzini.

Si stima in particolare che le operazioni di outsourcing dei magazzini crescano di circa il 10% nel prossimo triennio.
A seguito di queste operazioni, si stima che l’esternalizzazione della gestione dei magazzini supererà nel 2014 il 75% del totale, nei settori oggetto dell’indagine.

La distanza fra domanda e offerta


La distanza tra domanda e offerta di servizi logistici è però la problematica principale che emerge dall’analisi di SDA Bocconi e Accenture: «La domanda delle aziende è ancora fortemente concentrata sui servizi tradizionali di trasporto e magazzino e, quindi, sulla riduzione di costi, mentre l’offerta degli operatori logistici si sta sforzando di proporre servizi di pianificazione a maggior valore aggiunto e una maggiore personalizzazione a seconda dei fabbisogni dei clienti», spiega Enzo Baglieri, responsabile della Unit Operations and Technology Management della SDA Bocconi.


«A differenza di quello che sembra essere il trend fuori dai confini nazionali, risulta quindi più arduo per gli operatori logistici trasformarsi in veri e propri ‘quarte parti logistiche’, ossia orchestratori della supply chain».

«La logistica, come confermano i dati emersi da questa ricerca, sta diventando sempre più un fattore determinante per la competitività delle imprese e il raggiungimento dei livelli ottimali di efficienza – dichiara Paolo Mondo Responsabile Supply Chain di Accenture – Tuttavia, perché questo settore riesca ad esprimere realmente il suo potenziale e il suo valore, è necessario colmare lo scostamento tra domanda e offerta, soprattutto aiutando le aziende a comprendere l’importanza dell’outsourcing anche per quelle attività a maggiore contenuto informativo e a maggior valore aggiunto, come ad esempio le fasi finali dei processi di assemblaggio e distribuzione e la pianificazione dei flussi».

Le supply chain collaborative


La ricerca sottolinea come sia in rapido aumento l’uso di prassi collaborative tra i vari attori della catena logistica.

Sotto il profilo transazionale, in particolare, il 100% delle aziende indagate utilizza appositi strumenti per la gestione degli ordini tra clienti e fornitori, mentre il 70% adotta tecnologie e prassi di advanced shipping notes (in grado di fornire all’acquirente informazioni sui beni trasferiti nella spedizione) e soluzioni di fatturazione elettronica.

Si distingue in particolare il contesto del retail (distribuzione organizzata di prodotti food e non food), dove le prassi collaborative sono adottate per oltre il 70% dei casi seppure spesso sia un atteggiamento circoscritto a una porzione limitata di fornitori più strategici.

Inoltre, il 30% delle aziende incluse nella ricerca ha già adottato soluzioni di VMI (vendor managed inventory) e CPFR (collaborative planning, forecasting and replenishment) e un ulteriore 30% ha intenzione di adottare le medesime soluzioni.

Ancora marginali, invece, le collaborazioni ‘orizzontali’, ossia tra aziende che operano allo stesso stadio della catena del valore: solo il 10% delle aziende intervistate adotta queste prassi.

Progetti per il futuro


Per quanto riguarda il futuro, le aziende intervistate hanno sottolineato che gli investimenti per il prossimo triennio saranno concentrati prevalentemente sulla revisione del network logistico, sul ridisegno delle strategie distributive e infine sul miglioramento delle attività di previsione, pianificazione e programmazione della produzione e della distribuzione.


Tali azioni saranno sostenute con l’introduzione e il miglioramento dei sistemi e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.





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