07 marzo 2018

La logica e lo strumento

di Stefano Bianchi
Il mercato offre oggi alla logistica, e in particolare a un magazzino, uno sterminato panorama di strumenti, sia a livello di attrezzature che a livello di hardware e software.
Basti pensare alle innumerevoli forme di automazione: dai sistemi con trasloelevatori ai sistemi più curiosi e innovativi costruiti con navette delle più svariate tipologie.
E che dire dei diversi tipi di scanner, terminali e stampanti wireless e ormai perfino l’utilizzo in magazzino e produzione degli smartphone?
E infine il software: forse in assoluto l’ambito nel quale c’è la maggiore ricchezza di offerta.
Il problema nasce proprio qui: spesso si tende a confondere la logica con lo strumento.
Prima occorre capire bene cosa serve, poi bisogna compilare la lista della spesa e solo a questo punto, dopo che ho già percorso un bel pezzo di strada, recarsi nel negozio e acquistare lo strumento.
Gli strumenti che possono supportare il manager logistico ormai sono presenti in tutte le diverse aree coperte dalla sua attività.
Se parliamo di una logistica moderna (senza scomodare la “supply chain”) esistono strumenti utili dalla previsione della domanda fino alla logistica distributiva.
Nella previsione della domanda esistono strumenti software che possono aiutare a sbagliare meno (dico “meno” dato che le previsioni sono errate per definizione).
Nella gestione dell’ordine cliente esistono strumenti hardware e software che aiutano gli agenti nella raccolta e trasmissione degli ordini.
Nei magazzini gli strumenti a disposizione sono innumerevoli: spaziano da hardware a software ad automazione.
E gli investimenti?
Considerando che nulla è gratis e che anzi la possibilità di spesa delle aziende è inferiore rispetto al passato, occorre investire un po’ di tempo, risorsa oggi ancora più preziosa dei soldi, per capire cosa valga davvero la pena di fare, dove ci conviene spendere i nostri soldi.
Devo gestire un progetto, e inseguire la logica.
28 febbraio 2018

Green logistics: l'unica cosa da non fare è ...

di Paolo Azzali
Ben ritrovati.
La prossima settimana sarà quella della logistica green: non potevo dunque esimermi dal fare un veloce cenno a questa grande e bella tematica in questa piccola rubrica settimanale.
Come ho già avuto modo di dire e scrivere più di una volta, gestire la logistica in modo green, e quindi ecologica, rispettosa dell'ambiente, ecc., significa quasi sempre gestire la logistica in modo efficiente.
Chi inquina spende! Quasi sempre.
L'unica attenzione che bisogna fare quando si intraprende la strada green e quindi quando si diventa green (anche nella testa) è quella di iniziare a pensare che se una cosa costa poco allora la posso fare tranquillamente.
Cerco di spiegarmi meglio con qualche esempio logistico.
Se posso disporre di mezzi di movimentazione green (sto pensando alle famose batterie agli ioni di litio), non devo comunque abusarne: meno movimento meglio è comunque, meno mezzi posso utilizzare meglio è per il mio magazzino!
Se posso saturare meglio un mezzo di trasporto, lo devo fare, ovvio; ma sarebbe ancora meglio non farlo proprio quel trasporto producendo in qualche caso i miei beni più vicini ai mercati di sbocco.
Se lo spazio nel mio magazzino green costa poco, non devo per forza produrre più del dovuto; altri costi occulti sono infatti in agguato.
Insomma, la logistica green è bella e buona, ma non bisogna esagerare.
In tavola frutta e verdura non possono mancare, ma ogni tanto una fetta di prosciutto crudo e una punta di parmigiano reggiano fanno tanto bene alla salute!
Un saluto da Parma.

Il 9 marzo si terrà il workshop "Logisticamente Green" all'interno del Green Logistics Expo (Fiere di Padova). Consulta l'agenda e iscriviti ora all'evento gratuitamente! Clicca qui

21 febbraio 2018

Intensi o selettivi?

di Stefano Bianchi
La selettività è quel parametro che consente di capire se la scaffalatura permette di accedere in qualsiasi momento a qualsiasi unità di carico oppure no.
Esistono, infatti, scaffalature di tipo “intensivo” dove alcune unità di carico sono posizionate “dietro” ad altre, per sfruttare meglio il volume disponibile nel magazzino.
Le “unità dietro” naturalmente non possono essere movimentate prima delle “unità davanti”, e quindi questi sistemi intensivi, pur utilissimi, presentano questa particolarità di cui è molto importante tener conto.
Se, per esempio nel nostro magazzino dobbiamo ubicare unità di carico tutte differenti una dall’altra, ovvero tutte appartenenti ad articoli diversi, un sistema intensivo non sarà adatto allo scopo, in quanto ci obbligherà a compiere spesso dei movimenti “inutili”.
Al contrario, se nel nostro magazzino sono presenti numerose unità di carico di uno stesso articolo, un sistema intensivo ci consentirà di risparmiare spazio e soldi.
Per quanto riguarda i mezzi di movimentazione a servizio della scaffalatura, ci troviamo di fronte a una scelta importante: corridoi larghi o stretti?
Un corridoio stretto sfrutta meglio il volume disponibile del magazzino, ma non consente a più mezzi o a più operatori di lavorare contemporaneamente nello stesso corridoio.
Flessibilità o saturazione?
Efficacia o efficienza?
Il solito dilemma.
Un corridoio largo consente di utilizzare un carrello di tipo frontale, ovvero un carrello che corre lungo il corridoio e quindi compie una manovra per posizionarsi frontalmente rispetto alla unità di carico da prelevare, il corridoio stretto invece vincola a utilizzare un mezzo di tipo diverso, che lavora “incastrato” nel corridoio, costretto a seguire delle guide metalliche, o una guida a induzione magnetica.
Mettendo insieme un tipo di scaffalatura e un tipo di carrello, costruiamo il nostro sistema di handling sulla base delle nostre esigenze.
Occorre stabilire quale deve essere la capacità di stoccaggio in funzione dello spazio disponibile, di quanta flessibilità abbiamo bisogno in funzione dei picchi e della stagionalità, e infine se la maggior parte dei nostri ordini è composta da unità di carico intere o da prelievi frazionati.
23 gennaio 2018

Ci siamo!

di Paolo Azzali
Buongiorno e ben ritrovati a tutti.
Ci siamo! Il nuovo Logisticamente è online.
Nuova immagine, nuovi contenuti, nuovi servizi.
Anche nuova voglia di fornire informazione logistica quotidiana, e questo spazio ne sarà un esempio: tanti utili consigli a tutti i logistici che ci seguono.
In compagnia del collega Stefano Bianchi gestirò la rubrica fissa settimanale "Parla l'esperto" con la quale abbiamo deciso di regalarvi la sintesi delle nostre esperienze e riflessioni sull'attività professionale in campo logistico nella quale siamo impegnati da molti anni con AB Coplan.
Con Stefano visitiamo ogni mese tre o quattro nuove aziende e di queste valutiamo la loro organizzazione logistica.
Vediamo tanti problemi, ma anche tante soluzioni.
Incontriamo tante persone: tutte interessanti, qualcuna curiosa, altre sorprendenti.
Quello che abbiamo visto e che vedremo, cercheremo di riportarlo in modo chiaro e conciso, per mostrarvi come sia sempre possibile fare un passo avanti nell'efficienza logistica.
Scorte, magazzino, trasporti, outsourcing, sistemi informativi, attrezzature.
Tutto quello che potremo raccontarvi di interessante o divertente lo troverete in questo spazio.
A presto.
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