Questo sito richiede JavaScript per funzionare correttamente. Si prega di abilitare JavaScript nel browser e ricaricare la pagina.
Berna Ernesto: il settore metallurgico e la tecnologia YALE.

Cartone_ondulato_comparto_a_dura_prova_per_aumento_costo_materia_prima_e_scarsa_disponibilita




4 Settembre 2013

Cartone ondulato: comparto a dura prova per aumento costo materia prima e scarsa disponibilità.

Primi segnali positivi dal settore cartone ondulato, un comparto fondamentale per la logistica italiana, con un volume di produzione che supera i 3,4 milioni di tonnellate all’anno.

I dati del primo semestre 2013 parlano di una sostanziale stabilità, con una produzione in termini di superficie che porta un segno appena negativo, -0,4% sul 2012.
Tuttavia queste previsioni ottimistiche sono smorzate da un problema che sta diventando sempre più contingente: l’aumento dei costi della materia prima, che è cresciuto notevolmente negli ultimi anni e che sta mettendo in seria difficoltà le imprese del settore, creando forti tensioni nel mercato dell’imballaggio.

Oltre a ciò nell’ultimo periodo si sta assistendo ad un contingentamento della carta proveniente dall’estero: i principali produttori stranieri di carta stanno concentrando le vendite su mercati del Nord Europa, lasciando così ridotti i quantitativi a disposizione dell’Italia. Il calo dell’offerta sul mercato nazionale sta generando un ulteriore aumento del costo della carta proveniente dall’estero e una maggiore domanda per la materia prima di provenienza nazionale, con un relativo incremento dei costi anche di quest’ultima.

A lanciare l’allarme è GIFCO, il Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato, che con oltre 3,1 milioni di tonnellate di cartone ondulato prodotte nel 2012 dalle imprese associate e un fatturato di oltre 4 miliardi di euro si conferma – come associazione – il secondo produttore di cartone ondulato a livello europeo.

Il Gruppo, facente parte di Assografici e del sistema Confindustria, associa al suo interno 74 stabilimenti che producono cartone ondulato (sia imballaggi che cartone in fogli) e che rappresentano il 90% della produzione nazionale di questo materiale.

Oltre a questi, fanno parte del gruppo 415 “soci trasformatori”, ovvero gli scatolifici, che acquistano il cartone ondulato in fogli prevalentemente da produttori GIFCO e lo trasformano in imballaggi.

In un contesto generale in cui l’intero sistema produttivo italiano continua ad essere segnato dalla crisi economica e dei consumi, l’industria del cartone ondulato è uno dei pochi comparti che continua a mantenere una sostanziale stabilità, registrando contrazioni di volumi minori rispetto a quelle di altre filiere.
Un comparto, quello dell’ondulato, che ad oggi dà lavoro a oltre 15 mila addetti, confermandosi un settore fondamentale nei meccanismi della logistica e del packaging.

Andando ad analizzare i dati del bilancio di attività di GIFCO relativi al 2012, si vede che nel 2012 in Italia sono state prodotte precisamente 3.472.557 tonnellate di cartone ondulato (pari a 6.150.326.000 metri quadri di superficie), con una flessione rispetto all’anno precedente del 3,9%.

Di questi oltre 6 miliardi di metri quadri di ondulato prodotti, 3.147.951 tonnellate sono state prodotte dalle aziende associate a GIFCO, pari a una superficie di 5.507.128.000 metri quadri, con una flessione rispetto all’anno precedente del 3,3%.

“I dati del primo semestre del 2013 hanno un segno appena negativo: questo dimostra che il nostro comparto riesce a mantenere una discreta stabilità, reggendo meglio di altri settori alla crisi, e ci fa ben sperare in una ripresa per il futuro – dichiara Piero Attoma, presidente di GIFCO – Quello che preoccupa è il crescente aumento del costo della materia prima, che sembra destinato a perdurare nel tempo.

Secondo i dati a nostra disposizione tutte le tipologie di carta per ondulatori negli ultimi mesi hanno subito rincari: in meno di un anno la carta ha consolidato incrementi di prezzo che superano il 15%.

Il timore è che questo aumento dei costi di produzione, difficile da recuperare per via di un mercato e un’economia nazionale deboli, possa danneggiare uno dei pochi settori in Italia che riesce ancora a mantenersi stabile e a garantire occupazione”.





A proposito di Direttamente dalle Aziende