Outsourcing

Le esperienze di Candy, BTicino e Lindt con l’outsourcing in house.

26 febbraio 2016
L’Università Liuc, con il contributo di Columbus Logistics, ha organizzato una serie di appuntamenti che si terranno da marzo a giugno nell’Ateneo di Castellanza.
Il primo appuntamento riguardava le opportunità e i rischi dell’outsourcing in house, ovvero una sorta di  “terziarizzazione in casa”: invece di andare dal fornitore, è il fornitore ad andare in azienda.

Dal confronto, che ospitava le esperienze di Lindt, Bticino e Candy, i tre grandi gruppi industriali che hanno deciso di aprire i propri magazzini ai fornitori di logistica esterni, è emerso come i vantaggi siano superiori agli svantaggi: i costi fissi si trasformano in variabili, la flessibilità ne risulta maggiore, c’è più controllo dei flussi logistici, protezione delle informazioni strategiche che così non escono dall’azienda, tempi di risposta istantanei.

Tra i rischi, è necessario che l’azienda appaltatrice fornisca sempre il Durc per evitare sistemi patologici.
La crescita logistica, che oggi in Italia ha un valore di 76 miliardi di euro, necessita di personale competente, cosa che fa preferire la cooperativa alla agenzia interinale. 

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