Outsourcing

Nuovi scenari per la logistica collaborativa e la catena del freddo.

25 marzo 2015
In breve
Si è tenuta il 18 Febbraio a Milano la seconda edizione del Cold Chain Food Forum. L'evento, organizzato dall'IIR, Istituto Internazionale di Ricerca, è finalizzato all’approfondimento degli aspetti fondamentali nella logistica collaborativa e nello sviluppo del controllo della catena del freddo.
Premessa
Seconda edizione per il Cold Chain Food Forum - organizzato dall'Istituto Internazionale di Ricerca - incontro dedicato alla logistica collaborativa per ottimizzare i flussi di consegna e controllare la temperatura nella filiera alimentare.
Di grandissimo interesse gli spunti emersi nel corso della giornata, fra i quali l'opportunità di considerare la gestione del freddo nell'ottica di una reale qualità di conservazione, e non di controllo a posteriori.

Manca un controllo della temperatura esteso, soprattutto sulla distribuzione secondaria.
Un concetto ribadito anche dai referenti delle soluzioni tecnologiche per la verifica del freddo, ad esempio Martin Meckesheimer, Food Project Team Manager di Sensitech, e da Fabio Mastromatteo, Country Product Manager Portable & Systems di Testo.

Da sottolineare che i datalogger Testo offrono una caratteristica molto interessante, ovvero la possibilità di interagire con lo smartphone via NFC, adatti quindi a svariate tipologie di applicazioni, grazie anche alla disponibilità del software su base cloud: i dati sono quindi accessibili da qualunque punto e attore della filiera.


Il manifesto
Uno dei relatori, Barbara Gaudenzi, direttore LogiMaster, Professore Università degli Studi di Verona, oltre ad aver esplorato le possibilità di collaborazione fra i vari attori della filiera GDO-Food nella logistica del freddo, ha presentato il “Manifesto”, ovvero alcuni spunti pratici emersi dagli incontri di brainstorming dell’Advisory Board:
  • Come condividere il mezzo aggregando per classi merceologiche che richiedono la stessa temperatura?
  • Lavorare senza intermediare è davvero fattibile?
  • È possibile utilizzare camion propri della  produzione che scaricano ai Ce.Di. e si recano poi nei Punti Vendita limitrofi?
  • Le caratteristiche che devo rispettare i trasportatori per essere “certificati”: dal controllo delle temperature alla partenza del mezzo al monitoraggio delle stesse a bordo con stampa automezzo;
  • Conoscere l’ordine di impianto delle promozioni per far sapere in anticipo e con certezza al produttore i prodotti, il periodo di vendita e le aspettative del distributore;
  • Come impostare la comunicazione da parte del destinatario di eventuali anomalie che si sono verificate alla ricezione della merce, in modo da poter emettere una fattura differita e corretta;
  • Come provvedere alla geolocalizzazione dei camion;
  • Anticipo della bolla in formato elettronico.


Gli interventi
Ugo Zamparelli, logistic development manager Southern Europe di Unilever, ha illustrato come l’azienda sia da anni impegnata nella creazione di una nuova rete logistica che, ottimizzando le tratte e la distribuzione geografica dei depositi e impiegando tecnologie all’avanguardia, ha consentito di ridurre i viaggi dei camion a mezzo carico.

È stato così raggiunto il duplice obiettivo di ottimizzare i costi imputati al trasporto e di impegnarsi affinché, entro il 2020, le emissioni di CO2 derivanti dal proprio network globale di logistica siano uguali o inferiori a quelle raggiunte nel 2010 al netto del significativo incremento di volumi atteso nei prossimi anni.

Presente anche Renato Mosca, vice direttore generale, business & development Stef Italia, che con 235 piattaforme e magazzini multitemperatura in Europa e 24 piattaforme e magazzini multitemperaturea in Italia, si colloca a buon titolo tra le aziende più importanti del settore.

Stef ha elaborato un articolato sistema di logistica collaborativa che passa attraverso visibilità e misurabilità dei vantaggi su tutta la filiera, superamento delle vecchie logiche campanilistiche e protezionistiche, ricerca di nuove risposte ai cambiamenti di mercato, ricerca di economie di scala e sinergie tra i player, per superare le contraddizioni del sistema italiano.


Il caso di Eataly Net
Eataly Net è l’azienda digital del gruppo di Oscar Farinetti, il cui core business è la vendita online dei prodotti distribuiti nei negozi dello stesso marchio.
Per Eataly Net il packaging personalizzato e la logistica rivestono un valore e un interesse fondamentale, e a tale scopo vengono adottate pratiche innovative di gestione logistica.

Eataly Net, ad esempio, non ha un magazzino vero e proprio: “Lo scaffale del negozio è il magazzino".
Appoggiandosi sullo scaffale retail, lo store online dispone di oltre 2.500 referenze sempre disponibili a catalogo e nessuna gestione dell’inbound: nessuno scarico, nessuno stoccaggio di prodotti, nessun costo di magazzino.

Alla gestione dell’ultimo miglio e soprattutto alla catena del freddo sono dedicati un’attenzione particolare perché spedizioni e imballaggi ricoprono un grande valore e fanno la differenza sul grado di soddisfazione finale del cliente.

Gli interventi si sono intervallati con due tavole rotonde cui hanno partecipato specialisti della logistica per Auchan, Nestlè, Muller, Carrefour Italia, Rewe, Fileni, Latteria Soresina, Florette.
Ciò a riprova del notevole interesse suscitato dai case study presentati e della volontà di ogni realtà presente di perseguire modelli di qualità ed efficienza per crescere in un mercato competitivo e settorializzato.

Visita la pagina del Cold Chain Food Forum


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