Outsourcing

Collaborazione: il futuro della logistica è questo.

17 febbraio 2015
In breve
La logistica collaborativa è l’aggregazione strategica di aziende diverse, di filiera ma anche di un generico comparto produttivo, che affida a un outsourcer la gestione delle operazioni logistiche di inbound e outbound. In una filiera come quella del largo consumo - che movimenta circa 3 miliardi di colli ogni anno - la gestione collaborativa della logistica ha un impatto misurabile in termini di efficienza e di sostenibilità. Di logistica collaborativa si è parlato in un recente convegno organizzato da GS1 Italy | Indicod-Ecr.
Ecco una sintesi dei contenuti.
Premessa
Essendo il tessuto produttivo italiano caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese per le quali il costo delle attività logistiche supera il 20% del fatturato, la logistica collaborativa è in grado di ridurre tale incidenza consentendo alle imprese di rimanere competitive sui mercati internazionali.
La collaborazione tra le aziende si fonda sulla comune necessità di raggiungere la massima efficienza logistica e sull’esigenza di guadagnare un vantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti di settore attraverso l’implementazione di livelli di servizio d’eccellenza.

Oggi più che mai il largo consumo e la sua continua ricerca di efficienza e di soluzioni innovative sceglie la strada della collaborazione di filiera, superando la tradizionale visione solitaria della singola azienda per sposare la più ampia prospettiva di “sistema”, in grado di comprendere la supply chain nel suo complesso, come fondamento per la generazione di valore per il consumatore e per la filiera.



L’evento di GS1 Italy | Indicod-Ecr
Con queste premesse GS1 Italy | Indicod-Ecr in ambito Ecr Italia ha dedicato alla supply chain il convegno “La logistica collaborativa: una leva sempre più strategica”, dove sono stati offerti diversi spunti di interesse: una nuova chiave di lettura dell’attuale composizione della supply chain dei beni di largo consumo, un quadro preciso del livello effettivo di saturazione dei trasporti in partenza e in arrivo e delle logiche di ottimizzazione messe in atto da parte degli operatori della filiera.

Spunto interessante anche quello riguardante una mappa dettagliata della “dotazione logistica” dei centri distributivi e dei magazzini conto terzi, una visione chiara degli elementi di criticità lungo la filiera, per cogliere possibili linee di intervento e ottimizzare le attività in un’ottica di sistema.

Secondo i dati presentati al convegno il potenziale risparmio in tutta la filiera del largo consumo, con unità di carico efficienti e una saturazione di viaggi prossima al 100%, è di circa 750 milioni di euro, con 600 milioni di km percorsi in meno e una riduzione delle emissioni di CO2 del 47%, pari a 510 mila tonnellate all’anno.

Risultati che riconoscono nell’efficienza delle unità di carico e nella saturazione dei mezzi di trasporto le due leve “collaborative” su cui deve concentrarsi la filiera del largo consumo italiana se vuole ridurre i costi del sistema industria-distribuzione, a vantaggio del consumatore.

“Sono numeri importanti per le imprese del largo consumo e per l’intero sistema Paese”, ha detto Stefano Agostini, presidente e amministratore delegato di Sanpellegrino Nestlé Waters e consigliere di GS1 Italy | Indicod-Ecr, nel suo intervento di apertura.
“È necessario però un cambio di mentalità: occorre avere il coraggio di cambiare, e l’unico modo è quello di confrontarci con i clienti, con i consumatori».


La ricerca della Bocconi e l’esperienza di Ceva
Secondo la recente ricerca “Il futuro della logistica e la sfida della sostenibilità”, svolta da SDA Bocconi School of Management in collaborazione con l’Universita di Bergamo, le aziende italiane di medie e grandi dimensioni si dichiarano sempre più propense all’outsourcing in tutte le aree della logistica.
Le imprese chiedono supporto all’internazionalizzazione, maggior coinvolgimento nella gestione dei flussi all’interno delle fabbriche e logistica verde.

Per rispondere alle nuove richieste delle aziende, CEVA ha da tempo abbracciato i principi della logistica collaborativa.
Le parole d’ordine sono multi-servizio, multi-cliente e multi-paese.


Con questo mantra in mente, il Gruppo ha lanciato piattaforme logistiche specializzate per settore capaci di riunire più aziende di uno stesso mercato, che possono così ridurre i costi grazie alle economie di scala, e affrontare in modo adeguato le fluttuazioni di mercato.
I primi esempi sono rappresentati in Italia dalle Città del Libro, del Pharma e del Tech a Stradella e Pognano.


La logistica collaborativa nell’e-commerce
Vente-privee.com, leader mondiale nel settore delle vendite-evento online con 19 milioni di soci, ha lanciato anche in Italia nel 2013 il Club Supply Chain, un progetto ideato dalla squadra di Jean-Michel Guarneri, direttore supply chain, con l’obiettivo di realizzare, anche in questo ambito, una piattaforma di lavoro collaborativa insieme alle marche partner del sito.

Il Club Supply Chain prevede diversi incontri durante l’anno per condividere i successi ottenuti e trovare soluzioni innovative a problemi di natura logistica, generati dalla crescita dell’e-commerce e del cross channel.
Recentemente, infatti, vente-privee.com ha lavorato per portare innovazione nell’ambito della logistica in due direzioni: i tempi di consegna e l’imballaggio dei prodotti.

Riguardo il packaging come strumento logistico, vente-privee.com ha creato un Osservatorio dell’imballaggio permanente, che è costantemente al lavoro per migliorare e ottimizzare il confezionamento.
Questo Osservatorio ha portato già ad adottare una soluzione che permette di suddividere in 4-6 o 8 scomparti il cartone per proteggere i prodotti fragili durante il trasporto e la consegna ai soci.

È stata anche introdotta da qualche mese una nuova pellicola che permette di inserire e compattare i prodotti nel fondo del cartone, procedendo poi con un taglio automatico degli imballaggi all’altezza dell’ultimo articolo, evitando di avere uno spazio di testa vuoto e riducendo gli ingombri del pacco stesso.


Il valore della collaborazione
Tutti questi numeri sintetizzano il valore della collaborazione di filiera nella logistica e un richiamo ai ben più ampi benefici che, secondo Daniel Corsten, professore presso l’IE Business School di Madrid, potrebbe ricevere il largo consumo italiano dalle buone pratiche Ecr per superare la frammentazione che lo caratterizza.
A patto che la loro implementazione – sostiene Corsten – si basi su un solido allineamento degli obiettivi e su validi meccanismi di coordinamento.

“La collaborazione di filiera richiede il superamento del perimetro aziendale - ha commentato Silvia Scalia, coordinatore Ecr Italia di GS1 Italy | Indicod-Ecr - e l’adozione di modelli di condivisione dei processi tra tutti gli attori della filiera.
Principi a cui si ispirano le aziende che partecipano a Ecr Italia, rendendo possibile la realizzazione delle soluzioni innovative e strumenti operativi che favoriranno le buone pratiche della logistica collaborativa”.

Il riferimento è ai risultati delle attività di ricerca che Ecr Italia ha svolto in collaborazione con i poli universitari rappresentati da Fabrizio Dallari, direttore del Centro di Ricerca sulla Logistica di LIUC Università Cattaneo, e da Gino Marchet, professore ordinario di Logistica  del Politecnico di Milano:

  • Mappatura dei flussi logistici: uno studio dei fenomeni che caratterizzano la logistica del sistema del largo consumo italiano e una fotografia dei flussi logistici e della loro morfologia, la quantificazione del loro dimensionamento e un approfondimento specifico sulla saturazione dei mezzi sia in pianta che a volume.
  • Analisi dei costi della mancata ottimizzazione: una quantificazione dei costi delle attività del processo order to delivery che ha evidenziato i differenziali di costo esistenti tra pratiche logistiche e modelli di riordino differenti, ed ha prodotto un vero e proprio simulatore di riordino ottimo di filiera - SI.RI.O. – un tool che consente di valutare il differenziale di costo tra diverse ipotesi di riordino per una determinata referenza.
  • Atlante della logistica: una mappa geografica aggiornata e un censimento dei principali nodi logistici – oltre 1.000 tra Ce.Di e centri di stoccaggio di beni di largo consumo alimentare gestiti da operatori logistici – presenti sul territorio italiano, con l’obiettivo di fornire una visione della rete distributiva nazionale e di evidenziare le opportunità di ottimizzazione lungo la filiera e di transport & asset sharing.

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