Trasporti nazionali e internazionali

Trasporti e inquinamento: nuova edizione del rapporto Term dell’EEA.

11 dicembre 2014
In Europa il trasporto continua a contribuire in maniera sproporzionata alle emissioni di gas ad effetto serra, alla cattiva qualità dell’aria e al rumore.
È quanto emerge dal rapporto TERM 2014 dell’EEA, che fa il punto sull’impatto ambientale del settore trasporti, in relazione alle emissioni di gas serra e all´inquinamento atmosferico e acustico.

Secondo gli ultimi dati, gli europei nel 2012 hanno viaggiato complessivamente per 6.400 miliardi di chilometri.
Circa il 70% di questa distanza è rappresentato dal trasporto auto, che fortunatamente sta proseguendo la flessione intrapresa dal 2009.
Viceversa, negli ultimi decenni, si è osservato un sensibile aumento del trasporto aereo.

A questi dati potrebbero corrispondere reali cambiamenti nelle abitudini di consumo?
Alcune ricerche sostengono che i giovani preferiscono utilizzare il proprio reddito per viaggi a lunga distanza, piuttosto che per beni di consumo come l’automobile.

Esiste tuttavia un´ampia variabilità tra i diversi Stati membri.
Alcune tendenze osservate nel 2012 potrebbero essere riconducibili anche all’attuale recessione, come il calo dell’1,4% della domanda globale di trasporto passeggeri e la diminuzione del 2,1% del volume di trasporto merci.
Un altro dato importante che emerge dal rapporto è il calo del 3,3%, nel 2012, delle emissioni di gas serra nel settore dei trasporti.

Pur sapendo che, per raggiungere gli obiettivi prefissati per i prossimi decenni, tale flessione dovrà necessariamente proseguire e rafforzarsi, va sottolineato che tale diminuzione non riguarda il trasporto aereo, per il quale invece si è registrato un sensibile aumento di alcune sostanze inquinanti.

L´inquinamento dell´aria è ancora su livelli alti in molte città europee, con conseguenti rischi per la salute delle persone.
Gli alti livelli di biossido di azoto e di particolato registrati nelle città potrebbero essere il risultato anche di politiche fiscali che privilegiano il diesel, a scapito di carburanti meno inquinanti.

Nonostante ciò, un segnale positivo è che, grazie agli ecoincentivi, nel 2013 il numero di immatricolazioni di auto a combustibili alternativi è leggermente aumentato.
I numeri rimangono comunque piuttosto bassi: complessivamente, nell´Unione europea i veicoli elettrici e/o ibridi rappresentano soltanto lo 0,5% del totale delle nuove immatricolazioni.

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