Servizi e accessori per il trasporto

Guarda in alto, che cos'è? Un drone.

07 ottobre 2014
In breve
“Dopo Amazon anche Google ne è convinta: i droni sono pronti a rivoluzionare le nostre vite.
Inizialmente offrendoci un sistema di consegne a tempo di record, poi modificando radicalmente il nostro approccio alla mobilità. Ma come faranno?


Premessa
Avete mai sentito parlare di droni?
Le possibilità di sviluppo di questi mezzi sono molte ma, come ogni tecnologia potente, sono estremamente pericolosi se usati nel modo sbagliato e dalle persone sbagliate: per questo motivo è necessario essere attenti e lavorare su alcune leggi di prevenzione e regolamenti di utilizzo.

M
a se Google e Amazon ci stanno in qualche modo pensando, con tentennamenti e lentezze nello sviluppo, DHL, il colosso tedesco delle spedizioni, sarà la prima azienda al mondo a consegnare prodotti con i droni.









Che cosa sono e come funzionano

Un drone, il cui nome tecnico è UAV da Unmanned Aerial Vehicle, è un velivolo controllato da un computer o da un controllo remoto.

In altre parole, è un mezzo che per volare non ha bisogno di un pilota fisico presente al suo interno.

Come molte altre tecnologie che utilizziamo quotidianamente, i droni sono stati inventati per scopi militari.
I primi a utilizzare questa tecnologia sono stati gli americani durante la guerra in Vietnam.

Oggi, viviamo nella cosiddetta “Drone Age” (era dei droni) iniziata nel 2001 con la guerra in Afghanistan.
Oggigiorno i droni sono diventati così popolari perché la gente, iniziando dagli hobbisti, ha iniziato ad usarli per scopi non militari.

Dal momento che i droni sono piccoli, veloci, facili da costruire e possono agilmente trasportare informazioni e materiali fisici, possono essere usati per:


• scattare foto in condizioni estreme;
• girare delle scene particolarmente ostiche;
• fare sorveglianza;
• aiutare i pompieri a spegnere dei difficili incendi;
• trasportare medicinali, cibo e così via.


Quanto grande è e sarà il mercato dei droni e come li useremo?





Esempi di utilizzo anche a Castelfranco Veneto
L’esempio più famoso è sicuramente Amazon, che ha iniziato a usare questi mezzi per consegnare i suoi pacchi.
Questo servizio potrebbe rivelarsi davvero un’ottima alternativa al servizio dei corrieri tradizionali.

Ci sono altri due esempi interessanti per quanto riguarda l’uso dei droni come mezzi di trasporto merci (che sembra essere la funzione più promettente): il primo esperimento di consegna con un drone è avvenuto in Australia, nella regione di Queensland, dove Google ha consegnato ad alcuni allevatori dolciumi e vaccini per animali.

Anche una catena di pizzerie in America, Dominòs Pizza, vuole puntare sui droni per la consegna delle pizze.
Ma non è così facile come può apparire.
Lo scorso anno questa catena di pizzerie ha potuto beneficiare di un ritorno di immagine di non poco conto grazie ad un video su Youtube che riporta la consegna di una pizza su un drone.

I droni hanno un così grande potenziale di utilizzo che, anche in una piccola città come Castelfranco Veneto, alcuni studenti di una quinta superiore stanno sviluppando dei modelli da utilizzare per consegnare medicinali agli anziani che non si possono muovere da casa e per sorvegliare un centro commerciale.
E poi c’è il colosso tedesco DHL che ha battuto sul tempo Google e Amazon, ed è ufficialmente la prima azienda a utilizzare i droni per la consegna di merci.

L’Agenzia federale per i trasporti e per il controllo del traffico aereo tedesca ha dato l’autorizzazione al corriere di utilizzare questi velivoli per portare medicinali e rifornimenti nell’arcipelago delle Frisone Orientali, un piccolo gruppo di isole nel Mare del Nord importanti per la conservazione degli uccelli migratori.

I droni di DHL potranno operare lungo un percorso stabilito di 12 chilometri tra il porto di Norrdeich e le isole Juist.
Il velivolo potrà trasportare 1,2 chilogrammi di merci contenute in speciali contenitori resistenti a qualsiasi condizione atmosferica.

L’autonomia dei droni, che saranno costantemente monitorati da una stazione a terra, è di 45 minuti.

Grazie a questa nuova tecnologia sarà possibile consegnare medicinali in tempi brevissimi agli abitanti di queste isole piuttosto isolate dal continente.


 

E la sicurezza?
Per effettuare questi primi voli con il microdrone, costato 40mila euro e che può trasportare per ora pacchi di peso non superiore a 1,2 chilogrammi, la DHL ha dovuto richiedere una speciale autorizzazione alla polizia e all’aviazione.

Sebbene di piccole dimensioni, infatti, l’uso dei droni in zone residenziali potrebbe rappresentare una potenziale minaccia all’incolumità delle persone.
Prima che l’insolito sistema di trasporto diventi dunque standard potrebbero passare pertanto diversi anni.


 



Cosa pensano gli italiani dei droni?
Secondo un’indagine demoscopica della Doxa per conto di DronItaly, solo il 40% degli italiani sa cosa sia un drone.
Forse ne hanno sentito parlare soprattutto nei servizi al telegiornale che descrivono i conflitti in atto, e non sembrano entusiasti del loro utilizzo per questo scopo.

In realtà più della metà degli intervistati dall’indagine ENAC è consapevole del fatto che i droni siano usati anche per altri scopi: il 51% risponde, ad esempio, che la Protezione Civile si serve di questi veicoli; il 43% pensa siano usati per controllare il traffico; per il 40% servono a sorvegliare le frontiere; meno rilevanti sono gli impieghi in agricoltura, per il trasporto merci e per il tempo libero.

Malgrado la scarsa conoscenza di questi mezzi aerei, terrestri oppure navali, comandati a distanza e capaci di muoversi senza un pilota a bordo, il mercato dei droni in Europa raggiungerà i 15miliardi di euro entro i prossimi dieci anni.
E anche in Italia le attività che ruotano attorno al settore sono in costante crescita.

Lo dimostra un’iniziativa che si è tenuta per la prima volta proprio quest’anno, la “Roma Drone Expo&Show”.
Inoltre lo dicono anche i numeri: in ASSORPAS, l’associazione italiana che aggrega le imprese operanti nel settore dei piccoli velivoli a pilotaggio remoto, si contano più di 300 aziende associate.

Mentre l’ENAC stima che i nostri cieli siano attraversati ogni giorno da 400 aeromobili a pilotaggio remoto, col compito di effettuare riprese e fotografie aeree, monitorare impianti, dighe, reti elettriche o aree a rischio.

Proprio per approfondire gli utilizzi professionali dei droni, le normative e gli sviluppi futuri del settore, il 24-25 ottobre si terrà a Milano Dronitaly, un convegno dedicato alla filiera dei droni ad uso civile.
La manifestazione professionale nasce dalla collaborazione tra Dronitaly e tutti i soggetti coinvolti: Enac, Enav, enti-consigli professionali e tante aziende-operatori che fanno parte della filiera.


 

La posizione dell’Enac
In un’intervista per Italia Oggi, il presidente di ENAC, Vito Riggio, ha risposto ad alcune domande riguardanti questi temi.
«Interveniamo tra i primi in Europa su una materia così importante e che non ha ancora una regolamentazione sanitaria a livello europeo.
Solo Regno Unito e Francia sono al nostro livello.
Abbiamo disciplinato su un settore che – è sotto gli occhi di tutti – si sta espandendo in modo importante.

Un settore di impatto sociale per come potrà rivoluzionare l’erogazione e la fruizione di molti servizi.
Per poi non parlare del fatto che è un segmento con enormi potenzialità industriali ad alto valore tecnologico e di cui noi siamo tra i primi produttori».
Il presidente Riggio ha spiegato anche come i «campi di utilizzo sono tantissimi: sorveglianza del territorio, rilevamento delle condizioni ambientali, trasmissione dati, riprese aeree, impieghi agricoli.

I droni sono utilizzati anche per applicazioni in ambienti ostili come monitoraggio di incendi, ispezioni di infrastrutture e di impianti, sorveglianza del traffico stradale o, ancora, compiti di ordine pubblico o per girare video, quindi nell’industria del cinema o dei mass media».

Sugli eventuali rischi, Riggio ha spiegato come «l’uso di mezzi aerei a pilotaggio remoto porta con sé rischi connessi alla loro natura di oggetti volanti e quindi soggetti a potenziali avarie e cadute.
Limiti tecnologici che, chissà, forse in futuro verranno superati.
Nel frattempo abbiamo fatto la scelta di consentire la loro guida con l’obbligo di controllo a vista.
Chi telecomanda un drone non dovrà mai perderlo d’occhio».



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