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Idrovia ferrarese: il progetto che ci fa crescere anche in Europa.

30 settembre 2014
In breve
“In un momento economicamente difficile per l’Italia il progetto dell’Idrovia Ferrarese è importante dal punto di vista del mercato interno: investire nelle infrastrutture significa investire nella crescita e nella competitività del territorio”.
Parola di Laurens Jan Brinkhorst, ex vice premier olandese e da marzo coordinatore europeo della rete Ten-T “Corridoio Mediterraneo”, intervenuto a Ferrara per “fare squadra” su un progetto sempre più strategico.


Premessa
L’idrovia ferrarese fa parte di un sistema ampio, ovvero quello padano-veneto, da 652 km di lunghezza, che coinvolge 4 regioni, 13 province e 183 comuni, con un’estensione del delta del Po di 380 chilometri quadrati e 6 bracci.

Pochi giorni fa il progetto ha potuto contare sulla “benedizione” di Laurens Jan Brinkhorst, coordinatore del corridoio mediterraneo Ten-T, che ha ricordato che l’opera è al momento finanziata per 145 milioni di euro, di cui 70 sono già stati spesi.

Quanto all’avanzamento dei singoli cantieri, visto che il lavoro è suddiviso in lotti, al momento ha la meglio il ponte di Valle Lepri, costruito per oltre l’80%. L’ampliamento del canale di Porto Garibaldi ha invece superato il 70% del suo percorso, mentre più indietro è il nuovo ponte di Ostellato, che è comunque oltre il 40%.







Quanto costa e perché deve essere completato
Come sono stati spesi i 4milioni coi quali Bruxelles ha finanziato il cantiere - che in tutto ne costa 40 - e che comprende la realizzazione del nuovo ponte di Ostellato?

Se ne è parlato proprio nella sede della Provincia estense, che ha organizzato un incontro istituzionale per fare il punto della situazione con l'ex vicepremier olandese.

All’incontro hanno preso parte il presidente della Provincia di Mantova, Alessandro Pastacci, con interventi di Alfeo Brognara (dirigente Navigazione Interna della regione Emilia-Romagna), Giancarlo Leoni (dirigente Porti e Navigazione della provincia di Mantova), Marcello Moretti (responsabile area tecnica Aipo), Marco d’Elia (dirigente Navigazione Interna della regione Veneto), Marco Farinatti (Direzione tecnica dell’Autorità portuale di Ravenna) e la presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra.


Un summit di area vasta perché il sistema idroviario padano-veneto - come viene chiamata la grande rete d’acqua destinata a collegare Cremona direttamente con l’Adriatico - si snoda lungo il corso del Po interessando 4 regioni, 13 province e 183 comuni, come ricordato dalla presidente della Provincia di Ferrara.

Le ha fatto eco il collega di Mantova Pastacci: “La presenza di Jan Brinkhorst è la prova che siamo sulla strada giusta, e che la realizzazione di questa infrastruttura significa unire in un unico percosso fluviale i territori di Ferrara, Rovigo e Mantova, in una delle sfide più importanti che la stessa Europa ci sta chiedendo”.

Per quanto riguarda il tratto ferrarese, idrovia significa una via d’acqua di 70 chilometri lungo il braccio del Po di Volano, dalla conca di Pontelagoscuro fino a Porto Garibaldi. e significa un progetto della Regione Emilia-Romagna coordinato dalla Provincia di Ferrara, con un finanziamento di 145 milioni più i 4 recentemente concessi dall’Ue.

“Un progetto - spiega Marcella Zappaterra - destinato a cambiare la cultura del trasporto commerciale, ma anche a ridurre le emissioni di gas serra, a diminuire i costi del trasporto merci, a rendere più sicure le strade con meno incidenti, e a valorizzare un paesaggio che ha meritato le attenzioni dell’Unesco”.

Se poi si vuole ragionare più in grande, basta rifarsi alle parole di Brinkhorst per capire che questa infrastruttura fluviale rientra in una cultura della mobilità che l’Europa vuole più intermodale e lungo le due grandi direttrici continentali nord-sud ed ovest-est.

Dentro questo disegno sta la via d’acqua padano-veneta, e Laurens Jan Brinkhorst è il nome e cognome dell’interlocutore Ue incaricato di seguire la realizzazione di questo corridoio infrastrutturale, giudicato strategico e ben oltre il solo respiro locale.

“Per valutare il grado di attenzione che Bruxelles sta dedicando alla realizzazione di questo disegno - ha detto Brinkhorst - basti pensare che per il prossimo periodo di programmazione 2014-2020 l’Ue ha triplicato i fondi a disposizione per portare a termine i corridoi Ten – T”.

Tutto è ora demandato alla capacità dei singoli territori di presentare in fretta progetti e idee per avere accesso ai finanziamenti, ha in sostanza concluso, ed evitare che i soldi vadano a finanziare opere in altri Paesi.

“Tanto per fare un esempio – ha precisato – i ritardi per la realizzazione della Torino-Lione in Val di Susa sono già costati 400 milioni di euro, finiti altrove”.
“Una sfida che intendiamo raccogliere – hanno precisato i presidenti Zappaterra e Pastacci – perché quello che già ora si sta realizzando è l’espressione di un territorio che, in questo senso, intende progettare e realizzare la propria crescita in modo unitario e non diviso tra Regioni, Province e singoli Comuni”.





Un progetto che sta a cuore all’Europa
Brinkhorst punta molto sul sistema idroviario all’interno del canale di trasporti Est-Ovest:
“Questo progetto ha importanza strategica - osserva - oltre all’asse Nord-Sud si deve sviluppare in contemporanea anche quello Est-Ovest, investendo nel trasporto multimodale, ferroviario e idroviario per la navigazione interna fino alla costa”.

L’obiettivo primario ora - oltre al completamento dei lavori già avviati - è quello di riuscire a reperire altri fondi per realizzare l’intero sistema.
“Sappiamo quali sono i limiti del budget europeo - afferma Brikhorst - ma per gli anni 2014-2020 abbiamo triplicato i fondi destinati a progetti Ten-T.

Ottenerli dipende dalla forza delle istituzioni: ci sono altri nove coordinatori come me, e se i soldi non andranno a questo progetto finiranno a loro.
“Se voi siete pronti a lavora insieme, io sono pronto a fare del mio meglio per aiutarvi ad andare avanti”.

Nel corso dell’incontro sono state mostrate anche alcune slide con lo stato di avanzamento dei lavori finanziati finora con circa 70 milioni di euro.

In particolare:

  • l’allargamento del Porto canale a Porto Garibaldi, con la realizzazione delle opere di riqualificazione delle darsene gemelle e dell’area dello squero, è giunto ad un avanzamento dei lavori pari al 70%;
  • il ponte di Valle Lepri risulta pronto all’80%, mentre i lavori per il ponte di Ostellato sono al 40%.
“Ma l’idrovia per noi non consiste solo in cantieri”, precisa la presidente della Provincia, che spiega come “secondo gli studi fatti commissionare, gli investimenti nelle infrastrutture viarie “dovrebbero contribuire a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra nel settore dei trasporti del 60% entro il 2050, a discapito del fatto che si prevede che entro quella data il trasporto merci crescerà dell’80%.

Uno studio del 2013 ci dice che, a parità di carico e di strada da percorrere, i risparmi in termini di esternalità negativa corrispondono a -77% ed i costi operativi al -84%, facendo propendere nettamente per il trasporto idroviario piuttosto che stradale”.


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