Outsourcing

Audizione in Commissione trasporti per l’Unione Interporti Riuniti.

07 luglio 2014
Nei giorni scorsi l’Audizione per l’Unione Interporti Riuniti ha riferito dinanzi alla IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati in merito alla proposta della nuova legge quadro in materia di Interporti e piattaforme logistico-territoriali, che nella precedente legislatura era stata approvata alla Camera ma fermata al Senato.

La UIR torna alla carica sulla necessità di potenziare la rete ferroviaria in quattro aree precise.
La UIR, la cui delegazione era composta in primis dal presidente Alessandro Ricci, in occasione della Commissione aveva evidenziato in generale che l’approvazione della legge è una priorità del Paese lì dove la stessa vuole accompagnare l’adeguamento dell’attuale quadro normativo degli interporti ai cambiamenti del mercato logistico, contribuendo così a rilanciare l’offerta infrastrutturale nazionale e relativa operatività.

"Quella che sosteniamo - ha affermato il Presidente della UIR Alessandro Ricci - in sede di audizione è una legge di riordino che affronta le seguenti questioni:

  • definire i concetti di piattaforma logistica territoriale e di interporto nella logica del disegno europeo di politica dei trasporti, limitando la dispersione insediativa di realtà infrastrutturali al di fuori di logiche di sistema;
  • riordinare le competenze in materia di pianificazione per le piattaforme logistiche territoriali, e di conseguenza per gli interporti, tra i tre livelli (comunitario, nazionale e regionale);
  • assegnare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il riconoscimento delle piattaforme logistiche esistenti e la localizzazione di nuove eventuali piattaforme, mediante lo strumento del programma nazionale per lo sviluppo dell’intermodalità, che deve essere contenuto all’interno del piano generale dei trasporti e della logistica;
  • istituire, tra le Regioni interessate da una piattaforma logistica territoriale, un organismo di coordinamento strategico, formato dagli assessori ai trasporti e alla mobilità delle Regioni stesse;
  • limitare l’ambito del finanziamento;
  • specificare e ribadire la natura giuridica privatistica di un interporto;
  • favorire l’insediamento negli interporti di centri per lo stoccaggio di rifiuti e di materie prime seconde;
  • incentivare, mediante strumenti di agevolazione fiscale, la localizzazione all’interno degli interporti di insediamenti manifatturieri ad alto contenuto logistico".

E sul fronte del potenziamento ferroviario conclude: "In Italia bisogna fare delle scelte strategiche investendo in quattro aree: Nord Est, Nord Ovest, Puglia e Campania. Sono queste le regioni dove oggi passa la quasi totalità del trasporto ferroviario merci nazionale".


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