Trasporti nazionali e internazionali

Il MIT per i trasporti e la logistica.

22 giugno 2013
In breve
Gli interventi infrastrutturali, il potenziamento dei nodi stradali, dello standard di interoperabilità dei corridoi europei e il miglioramento delle prestazioni della rete ferroviaria: le misure del Governo e la reazione in due Regioni, la Lombardia e il Piemonte.
Premessa
Ne abbiamo dato notizia nei giorni scorsi (MIT: 3 miliardi alle grandi opere): con il cosiddetto Decreto del Fare approvato dal Parlamento, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sblocca i cantieri entro il 2013 e prevede investimenti per le piccole, medie e grandi opere.

Un intervento sulle infrastrutture italiane che va dalla rete dei trasporti stradali ai collegamenti ferroviari e alle metropolitane della città di Milano, Roma e Napoli.

D'altronde, il neo ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Maurizio Lupi l'aveva dichiarato già a fine maggio: “Come ho già detto davanti alla Commissione Trasporti della Camera ci sono 73 miliardi per i prossimi 10 anni da destinare ad investimenti in infrastrutture europee”.

“Ora si è messo in moto un treno – ha dichiarato il ministro – e l'Italia non occupa più l'ultimo vagone.
Con questi miliardi destinati a finanziare grandi opere infrastrutturali europee, i tecnici del mio ministero quantificano che per ogni miliardo di investimento si può dar vita a 12 mila posti di lavoro, senza considerare l'impatto sull'indotto”.

Detto fatto. Ecco arrivata la bozza del testo del decreto legge. In attesa che venga pubblicato ufficialmente, ne vediamo i punti essenziali per i settori del trasporto e della logistica.


Rilancio delle Infrastrutture
Viene istituito un fondo da 2.030 milioni di euro, di cui 335 milioni per l'anno 2013, 466 milioni di euro per l'anno 2014, 597 milioni di euro per l'anno 2015, 490 milioni di euro annui per l'anno 2016 e 142 milioni di euro per l'anno 2017.

Questi i fondi stanziati per l'avvio dei lavori, descritti nel decreto, che indica quali investimenti e dedicati a quali settori nevralgici del trasporto e della logistica sono da emenarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.

Gli interventi riguardano il potenziamento dei nodi, dello standard di interoperabilità dei corridoi europei e il miglioramento delle prestazioni della rete ferroviaria:

  • Collegamento ferroviario funzionale tra la Regione Piemonte e la Valle d’Aosta.

  • Assi autostradali Pedemontana Veneta e Tangenziale Esterna Est di Milano. Asse autostradale Ragusa-Catania. Altri 78 milioni di euro per l'anno 2013 e 30,7 milioni di euro per il 2014 sono destinati alla realizzazione e alla gestione delle tratte autostradali A24 e A25 “Strade dei Parchi”.

  • Tratta Colosseo – Piazza Venezia della linea metropolitana C di Roma, linea metropolitana M4 di Milano, linea 1 della metropolitana di Napoli.

  • Collegamento Milano-Venezia terzo lotto Rho-Monza, tratta Cancello – Frasso Telesino della linea AV/AC Napoli-Bari, asse viario Quadrilatero Umbria-Marche.

  • Trecento milioni di euro vengono destinati agli interventi per la sicurezza ferroviaria immediatamente cantierabili.

  • Programma degli interventi di manutenzione straordinaria di ponti, viadotti e gallerie della rete stradale di interesse nazionale in gestione ad Anas.

  • Piano nazionale della sicurezza stradale: il Ministero attua una ricognizione, entro 60 giorni dalla data del decreto, per verificare l'attuazione degli interventi del 1° e 2° Programma annuale di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale. Se alcuni interventi non sono ancora stati avviati, i finanziamenti serviranno per un programma di nuovi interventi di sicurezza stradale, per monitorare i Programmi da attuazione del Piano e per implementare e migliorare il sistema di raccolta dati di incidentalità stradale.

  • Autorità portuali: possono stabilire variazioni in diminuzione, fino all'azzeramento, o in aumento, fino al tetto massimo pari al doppio, delle tasse di ancoraggio e portuale.

  • Retroporti: vengono destinati 90 milioni di euro ai collegamenti stradali e ferroviari nei porti e agli interventi necessari per la messa in sicurezza, per la manutenzione e per la riqualificazione strutturale degli ambiti portuali.

Le opere di Milano in vista dell'Expo 2015
L'impatto per la città di Milano, stabilito dal Decreto del Fare, vede entro il 2013 un investimento di 650 milioni di euro: per la M4 di Milano, per il Tem (Tangenziale Esterna di Milano) e per la tratta Rho-Monza della Milano-Venezia.

Per queste opere vengono previste procedure semplificate, anche in vista dell'Expo del 2015, che, secondo Lupi, “non è un evento che riguarda solo Milano e la Lombardia, ma che interessa tutto il Paese”.

Per quanto riguarda la metropolitana 4, Lupi ha assicurato l'impegno assoluto del Comune, per realizzare almeno due fermate di metro per il 2015, da Linate al punto di collegamento con l'intera linea metropolitana.

La Tem permetterà di ovviare al collo di bottiglia della Brebemi, ovviando alla congestione che molto probabilmente si riverserebbe sull'asse verso est, per l'afflusso verso l'Expo.

Anche la Rho-Monza ha un ruolo cruciale, ritenuta una necessità assoluta perché consente l'accesso al quartiere fieristico.


Malcontenti dal Piemonte
Il presidente della Provincia del Piemonte, Antonio Saitta, ha scritto al Governo proprio in merito al decreto, ritenendo che la Regione sia stata penalizzata.

“Il Piemonte – ha dichiarato Saitta – è stato penalizzato fino ad oggi dal cosiddetto 'Decreto del Fare', ma siamo in tempo per far cambiare idea a Roma.
Il Piemonte può ricevere finanziamenti totali per più di 41 milioni di euro e vedere decine e decine di cantieri operativi già nell'estate: sto lavorando perchè a Roma ne tengano conto e non deludano il territorio”.


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