Fiere ed Eventi

'Logistica oltre i confini aziendali': la supply chain collaboration.

26 marzo 2013
In breve
Alcune aziende dello stesso canale distributivo rispondono al cambiamento dello scenario economico e competitivo odierno con percorsi alternativi nell'attività logistica.
Nascono così prassi collaborative in cui ruoli e attività logistiche sono ripartire secondo logiche di partnership.
Il convegno di Logisticamente e Ailog, organizzato a Piacenza il 13 marzo all'Università Cattolica del Sacro Cuore, ha messo in luce questa tendenza.
Premessa
Il 13 marzo si è svolto a Piacenza, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, il convegno organizzato da Logisticamente e Ailog 'Logistica oltre i confini aziendali' incentrato sulla supply collaboration.

Per comprendere quale sia l'effettivo stato dell'arte nel largo consumo in Italia, Ailog ha svolto una survey per rilevare quali siano i progetti e le attività più diffuse, quali vantaggi attesi e reali si siano raggiunti e quale sia la profondità della relazione di partnership che ne deriva.

"L'attuale scenario economico - ha spiegato il presidente di Ailog Paolo Bisogni - spinge le imprese a cercare percorsi alternativi per generare valore attraverso le loro attività logistiche: i processi di pianificazione e controllo di approvvigionamento, stoccaggio e distribuzione devono portare un contributo positivo alla value chain complessiva.

La prospettiva di contenere i costi logistici migliorando nel contempo il servizio porta le aziende con uno stesso canale distributivo a ripartire le attività logistiche secondo logiche di partnership, condividendo idee, informazioni e scorte: prassi collaborative come l'interscambio dei pallet, l'etichettatura secondo standard condivisi, il riordino automatico, il vendor managed inventory sono sempre più diffuse".

Alcuni esperti italiani ed europei hanno commentato i risultati di questa ricerca, condotta da Daniela Galeano sotto la supervisione di Paolo Bisogni. Di particolare rilievo è stata la prestigiosa partecipazione del Professor Hans Christian Pfohl, della Technische Universität di Darmstadt. Sono stati poi presentati alcuni casi di successo, rappresentati da Iungo, Calzedonia e IBS Enterprise Italy.


La ricerca di Ailog
Ailog ha condotto una survey articolata su 25 domande per comprendere e misurare lo stato ed il contesto della logistica collaborativa in Italia ed analizzarne le buone prassi esistenti.

Il focus su cui si è concentrata l'indagine è stato il settore del largo consumo, e le domande sono state rivolte a circa mille nominativi, utilizzando la piattaforma web Surveygizmo, tra retailers, produttori, distributori e operatori di servizi logistici.

Il 53% delle aziende oggetto della ricerca hanno dichiarato di svolgere progetti di logistica collaborativa. Le attività interessate da questi progetti collaborativi sono la distribuzione per il 28% degli intervistati; la programmazione, la gestione e l'ottimizzazione delle scorte per il 25%; la pianificazione della domanda e il forecasting per il 19%; i trasporti primari o l'import per il 15%; la pianificazione della produzione per il 10%.
In particolare, le attività principali interessano Edi, slot di carico e scarico, interscambio di pallet ed etichettature SSCC.

Alla domanda su cosa dovrebbe essere condiviso nei progetti di collaboration, l'88% ha risposto le opportunità di creare valore per entrambi, l'8% i risparmi e il 4% i costi.
I fattori che vengono considerati prima di attivare i progetti di logistica collaborativa sono principalmente le competenze e le capacità esecutive, compresi i sistemi, seguite dalla coerenza tra gli obiettivi di business tra i partner e dalla qualità e robustezza dei processi.

I benefici dei progetti di logistica collaborativi sono stati segnalati per il 30% delle aziende nell'incremento della performance, per il 26% nel migliore utilizzo delle risorse e degli asset e nella riduzione dei costi, con un aumento dei margini di redditività.

Il 18% ha segnalato come beneficio il rafforzamento della posizione competitiva. Tra i principali ostacoli ai progetti collaborativi sono stati evidenziati la sensibilità delle informazioni, la disponibilità limitata di risorse umane e l'aumento della complessità.


I casi di successo
Iungo ha presentato la propria esperienza nella collaborazione logistica, iniziata con l'idea nel 2011 di creare un unico strumento semplice ed efficace per integrare tutti i partner della supply chain, chiamato Iungomail.

Secondo l'azienda, i benefici "tattici" della supply chain collaboration son l'eliminazione delle attività "senza valore", l'aggiornamento immediato dell'ERP e la condivisione automatica delle informazioni.

Tra i benefici "strategici", la riduzione dei lead time, minori scorte e penali e maggiori vendite e margini. Il valore dei benefici annui è tra il 4% e il 10% del fatturato.

Risultati positivi confermati da Unieuro, che dopo una revisione delle modalità di gestione del capitale circolante e di collaborazione con i fornitori ha ottenuto una riduzione dello stock del 38% e un aumento di OSA del 52%.

Michela Mariotto ha poi presentato i risultati di Calzedonia, che ha avviato un'integrazione multi-livello dei fornitori per essere più competitiva.
Dalla nascita, nel 1987, si è aggiunta Intimissimi nel 1996 e successivamente Tezenis nel 2003. Infine Falconeri, nel 2009, e Signorvino nel 2010.

Calzedonia Spa ha aumentato il fatturato del 15% nel 2011, rispetto al 2010.
La collaboration ha avuto l'obiettivo di ridurre il Time to Market, ovvero il riordino in stagione, con l'attivazione degli ordini "flash", per ridurre i tempi di consegna dal 70% all'80%.

Grazie al progetto Iungo, sono stati evidenziati da parte di Calzedonia vantaggi come la visibilità sulle date di consegna confermate dai fornitori, la velocità e la semplicità di gestione degli ordini e delle risposte dei fornitori, la valutazione dell'affidabilità dei fornitori e l'individuazione snella delle priorità.

Infine IBS ha presentato le proprie soluzioni per la logistica collaborativa, come la IBS Enterprise applicata alla distribuzione farmaceutica e la soluzione IBS Dynaman applicata all'industria agroalimentare.

In particolare, l'IBS Real-Time Performance Monitor - RPM - viene applicato a diversi ambiti, come quello farmaceutico, manifatturiero, editoriale, elettronico, della distribuzione alimentare.

Nella distribuzione farmaceutica, la supply chain collaboration può trovare un valido strumento nella soluzione IBS Enterprise nella ricezione degli ordini dalle farmacie (tali ordini, in differenti formati, passando attraverso il sistema IBS Enterprise possono essere monitorati, e in caso di errore vengono inviate delle notifiche all'amministratore), nell'invio dei listini prezzi alle farmacie e nell'invio di ordini di acquisto.

Inoltre, il sistema permette la ricezione dei dati dei fornitori (conferme d'ordine, avviso di spedizione e fatture), l'aggiornamento delle banche dati, l'invio dei dati all'NSIS per la tracciabilità del farmaco e VMI farmacia.

La soluzione di IBS è quindi un valido strumento per migliorare il fatturato, il servizio al cliente, l'efficienza e i margini.

La soluzione WMS collaborativa IBS Dynaman è stata scelta dal trasportatore internazionale e fornitore di soluzioni di logistica 2XL, trovando vantaggi nell'ambiente multi magazzino, con un risparmio sui trasporti fino al 35%, nel supporto multi-proprietario, nel full tracking & tracing, con una precisione nello stock superiore al 99,3%, e nella rete logistica, con il miglioramento del lead time per il trasporto multi modale e l'integrazione web slotting.

Hanno reso possibile la realizzazione di questa occasione informativa, patrocinata dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, anche Gruppo Tesi, Generix Group, Len Solution, Jungheinrich.

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