Trasporti nazionali e internazionali

Quale futuro per il trasporto merci ferroviario?

16 marzo 2013
In breve
Eurispes mostra il trend di investimenti in Italia del trasporto merci ferroviario dal 1992 al 2010, confrontando la situazione attuale del nostro Paese con il resto d'Europa e del mondo.
Vediamo perché il trasporto merci ferroviario è preferibile a quello su gomma, e le proposte pratiche di Eurispes per potenziare il settore.
Premessa
Ce lo dice Eurispes, l'Osservatorio sulla Mobilità e il Trasporto, ma ormai è un fatto che balza agli occhi di tutti.
Che in Italia si preferisca finanziare il trasporto su gomma, quindi dare la precedenza a infrastrutture come le autostrade, a discapito di un trasporto merci, quello ferroviario, molto più ecologico, non è una novità.
Ma i dati che Eurispes diffonde sono un vero e proprio campanello d'allarme.

Il messaggio è chiaro: siamo indietro rispetto al resto d'Europa, e anche rispetto a grandi Paesi come la Cina.
Come è possibile che non sia ancora avvenuta una svolta, con finanziamenti mirati e politiche di sostegno?

Le criticità del trasporto su gomma, ci dice Eurispes, vanno dal costo elevato alla forte dipendenza dalle condizioni atmosferiche e stradali, fino al più elevato tasso di incidentalità e alle ripercussioni a livello ambientale.

Il trasporto ferroviario vanta invece un'indiscutibile sostenibilità ambientale, esternalità positive influenti sulla mobilità, sul costo del carburante, sull'incidentalità nei tratti autostradali.

Anche FerCargo - l'Associazione di imprese ferroviarie private che operano nel settore merci - lo dice: il suo studio conferma la supremazia del trasporto ferroviario come vettore ecologico.

Un treno merci europeo ha un impatto ambientale decisamente inferiore rispetto ad un trasporto su mezzo pesante: FerCargo ha messo a confronto questi due mezzi, evidenziando che mentre per ogni tonnellata di carico e per ogni chilometro percorso con un treno merci europeo, nell'atmosfera penetrano mediamente 29 grammi di Co2, le emissioni di un trasporto su mezzo pesante conforme alla normativa antinquinamento Euro 5 ammontano a 81 grammi, circa il triplo in più.


Il trasporto merci ferroviario in Italia
La situazione attuale è questa: in Italia il trasporto ferroviario delle mercirappresenta una quota di traffico minoritaria rispetto alle altre modalità: raggiunge appena il 6%.

In Europa, invece, la media è tra il 12% e il 18%, con Paesi virtuosi come l'Austria che supera il 30%.
Eurispes, sulla base dei dati Ocse, ha messo a confronto il nostro Paese con Spagna e Francia, per vedere quale sia stato il trend degli investimenti per le infrastrutture ferroviarie, dal 1992 al 2010.

L'Italia, dal 1998 al 2005, è passata da un investimento di 1.950 milioni di euro a ben 10.175, nettamente superiore ai dati francesi e spagnoli.
Poi, però, è iniziata una parabola discendente, fino a porsi agli stessi livelli della Spagna nel 2008.

L'Italia ha continuato a scendere, mentre la Spagna nel 2009 ha superato quota 8.000 euro.
La Francia ha iniziato una fase crescente nel 2002, arrivata fino al 2008, quando è avvenuta una leggera flessione.

Mentre nel 2007 in Italia venivano prodotti circa 70 milioni di treni merci per km, oggi il dato è sceso a 42 milioni, con un valore negativo che ha raggiunto circa il 40%. La discriminante di questa parabola discendente è unicamente la crisi economica?
Secondo Carlo Tosti, il direttore dell'Osservatorio Eurispes sulla Mobilità e i Trasporti, non è così.
"Il vistoso calo - ha detto l'ingegnere - non è imputabile solo alla crisi economica, sicuramente rilevante, ma si deve considerare la totale assenza di qualsiasi politica di sostegno ad un comparto che in tutto il mondo è ritenuto fondamentale per la logistica e il trasporto delle merci".

A testimonianza delle parole di Tosti, basta guardare ad un Paese in piena evoluzione come la Cina: il governo cinese ha infatti capito l'importanza del settore e sta puntando tutto sulla realizzazione di un mastodontico sistema ferroviario per modernizzare il paese e creare il più grande mercato economico mondiale che si muove sui binari e attraversa una rete di 81.000 km.

In Italia la politica, secondo Tosti, non ha ancora risposto ad una richiesta di interventi e soluzioni più razionali che viene da più fronti: dalle associazioni di settore e dalle stesse imprese ferroviarie, pubbliche e private.
"I governi che si sono succeduti negli ultimi anni - dice Tosti - hanno avuto una visione miope del sistema dei trasporti e della modalità in generale. La tendenza è stata quella di concentrarsi su grandi opere, peraltro spesso annunciate e mai realizzate, senza considerare che collegare l'Italia con il resto d'Europa attraverso importanti reti infrastrutturali senza curarsi di valorizzare il sistema dei collegamenti interni non può che rivelarsi un'azione controproducente.

Si rischia infatti un "effetto imbuto" in entrata e in uscita".
Gli studi prodotti e il dibattito sul tema servono proprio a questo: a porre all'attenzione del governo la necessità del trasferimento di quote maggiori di merce dalla gomma alla rotaia. Vediamo cosa Eurispes propone in pratica per potenziare il trasporto merci ferroviario.


Le proposte di Eurispes
Si articolano in sette punti e si concentrano su aspetti concreti: ecco le proposte di Eurispes, avanzate dagli stessi operatori del trasporto merci su rotaia. 1- Elettrificazione e prolungamento dei binari all'interno dei terminal ferroviari per consentire il transito dei treni fino a 700 metri di lunghezza. 2- Riclassificazione delle linee ferroviarie da modulo C3 a modulo D4 in modo da consentire il transito dei treni con 22 tonnellate per asse. 3- Riattivazione di contributi a sostegno del trasporto su ferrovia. 4- Istituzione di un fondo di garanzia per le imprese Ferroviarie per l'acquisto di materiale rotabile. 5- Partecipazione delle imprese ferroviarie o associazioni rappresentative di esse nei processi decisionali riguardanti l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria e le politiche sulla logistica. 6- Istituzione dell'Authority dei Trasporti già prevista dal Decreto Salva Italia nel 2012, necessaria a garantire la concorrenza fra le differenti modalità di trasporto attraverso ma anche all'interno delle stesse. 7- Conferimento delle risorse per il Servizio Universale per il trasporto ferroviario delle merci attraverso procedure di gara ad evidenza pubblica.


L'Osservatorio sulla Mobilità e i Trasporti
Eurispes ha costituito questo Osservatorio per proporre sullo scenario di settore una centrale di produzione dati e conoscenze sui temi trasportistici, nelle componenti sociale, politica, industriale, tecnologica, giuridica e commerciale. Per la propria indipendenza ed oggettività, si propone come interlocutore privilegiato delle Autorità, dell'industria e dei diversi attori operanti sul mercato di riferimento.
Per consultare il sito dell'Eurispes è possibile collegarsi al link www.eurispes.eu


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