Outsourcing

Startup innovative: la realtà italiana.

09 marzo 2013
In breve
In un contesto di recessione economica e conseguente fatica delle imprese a restare sul mercato, il tema delle startup sta acquisendo sempre maggiore rilevanza.
Com'è la situazione in Italia? Quali incentivi sono previsti dalla legislazione nazionale? Quali sono i punti di riferimento, e quali gli esempi nel settore logistico?
Con questo articolo tracciamo un panorama della situazione attuale in Italia.
Premessa
Una recente ricerca fotografa la situazione italiana e internazionale delle startup, misurando il loro rapporto in termini di ricchezza e occupazione.

In confronto alla situazione internazionale è evidente il ritardo italiano che secondo I-Com(Istituto per la Competitività, associazione senza fini di lucro fondata nel 2005 da un gruppo di giovani studiosi, professionisti e manager, per promuovere temi e analisi sulla competitività in chiave innovativa) sia in tema di "cultura dell'innovazione" sia in materia di politiche pubbliche che hanno un ruolo fondamentale nella promozione e negli sforzi innovativi delle aziende.

Eppure il recente Decreto Sviluppo ha creato un terreno più fertile alla nascita e allo sviluppo delle startup.

Niente quotazione in Borsa, un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro, la sede in Italia.
E non più di quattro anni di vita. Ecco la definizione di startup, a detta del Decreto Sviluppo, convertito in legge agli inizi di dicembre.

Ma qual è la situazione italiana delle startup? Hanno davvero un terreno fertile per nascere e svilupparsi?
Un recente studio "Presenza ed impatto economico delle Startup innovative di successo: un confronto internazionale", realizzato da I-Com per conto della Fondazione Lilly e presentato a Roma lo scorso 22 gennaio, mette in luce come tra i paesi analizzati, l'Italia sia quello che sino ad oggi si è dimostrato meno efficace nel creare le condizioni ideali per lo sviluppo di Startup innovative di successo.

La ricerca fotografa il panorama delle Startup innovative nate a partire dal 1970 a livello globale misurandone l'apporto sui sistemi economici nazionali in termini di ricchezza e occupazione.
Mentre in altri Paesi è alta la presenza di aziende tra le prime società quotate sui mercati azionari, in Italia è ancora infima.

Alla borsa di Milano sono solo quattro le aziende Startup tra le prime 150 quotate con una incidenza sulla capitalizzazione complessiva pari allo 0,17%, corrispondente a 558 milioni su un totale di 324 miliardi di euro, a fronte di valori superiori riscontrati nelle piazze di Stati Uniti, Germania, Israele, Francia, Corea del Sud e finanche Cile.

L'Italia è surclassata da USA, Israele e Germania, che hanno rispettivamente 17, 23 e 16 Startup innovative presenti tra le prime 150 società per capitalizzazione dei listini dei mercati azionari, piazzandosi al penultimo posto davanti solo al Cile.

Anche a livello di fatturato generato le differenze sono rilevanti: 1 miliardo di euro contro i 325 negli USA, i 28,5 in Cina e i 15,7 in Germania. In confronto alla situazione internazionale è evidente il ritardo italiano che secondo I-Com sia in tema di "cultura dell'innovazione" sia in materia di politiche pubbliche che hanno un ruolo fondamentale nella promozione e negli sforzi innovativi delle aziende. Innovazione che rimane un fattore decisivo per stare al passo dei processi di modernizzazione imposti dalla competizione globale con cui deve misurarsi un sistema imprenditoriale in grado di incorporare competenze tecnologiche a attitudine innovativa.


La nuova tempistica dal Ministero e gli incentivi
Eppure proprio il 2013 potrebbe essere l'anno delle startup.
Almeno a giudicare dal recente decreto Sviluppo, che oltre a dare una definizione precisa alle giovani realtà innovative garantisce loro agevolazioni fiscali creando un contesto più fertile e favorevole.

Per accedere alle agevolazioni per startup innovative, le giovani aziende già esistenti possono iscriversi alla "Sezione speciale" del Registro Imprese anche dopo il 17 febbraio 2013, data indicata nella Legge 221/2012 di conversione del 18 ottobre 2012 n. 179 (Decreto Sviluppo Bis).

Alle startup innovative vengono riservate agevolazioni fiscali, esenzioni per la costituzione e iscrizione al Registro delle Imprese (niente imposta di bollo né pagamento del diritto annuale dovuto alle camere di commercio), deroghe al diritto societario e una disciplina specifica per i rapporti di lavoro.

Ulteriori agevolazioni coinvolgono le società che rispettano la più ampia definizione di startup innovativa: si possono iscrivere le realtà nascenti e quelle esistenti da non più di quattro anni, che rispettano una serie di criteri (investimento in ricerca e sviluppo del 20% della produzione, valore di produzione inferiore ai 5 milioni di euro dopo due anni, ecc.) e sul piatto ci sono agevolazioni fiscali, relative ai rapporti con i dipendenti e alla gestione dell'impresa e agevolazioni dedicate a chi investe in queste realtà.


Il modello Digital Magics
Dalla sua fondazione ha creato 30 nuove aziende e più di 300 posti di lavoro. Fonda e costruisce startup, partendo dai talenti e dalle idee, trasformandole in business di successo integrati nella digital economy italiana e internazionale.

Si tratta di Digital Magics, una investment company che opera dal 2008 come incubatore di startup innovative, che propongono contenuti e prodotti ad alto valore tecnologico.

Si tratta di un venture incubator: fonda e costruisce internet startup, investendo anche capitale proprio. Parte dai talenti e dalle idee, trasformandoli in business di successo ben integrati nella digital economy italiana e internazionale. Il modello Digital Magics è unico in Italia e si basa sul Digital Magics LAB: il team che identifica, analizza e lancia le nuove iniziative, fornendo alle startup innovative servizi di mentorship, finanziari, amministrativi, strategici, logistici, tecnologici e di comunicazione e marketing, oltre a un supporto di business management in grado di accelerare il processo di crescita dell'impresa.


Startup innovative nella logistica
Anche in campo logistico, si trovano esempi di startup di successo come Viamente, specializzata in un'applicazione di route planning per la logistica ed i trasporti aziendali, divenuta celebre per essere stata acquisita dalla compagnia americana Marathon Data Systems, specializzata nel field service management.

MDS ha acquisito l'azienda italiana per integrare la soluzione di route planning della compagnia al suo portfolio di prodotti.
Il field service management è una categoria abbastanza ampia che significa integrazione con un CRM che gestisca lo storico degli ordini, la fatturazione, e sistemi di tracking dei veicoli.

Viamente voleva muoversi in quella direzione di mercato, e suo merito e fortuna è stato quello di attirare l'attenzione di una compagnia affermata in USA che fa esattamente questo.

Dall'acquisizione il team di Viamente sta lavorando duramente per migliorare anche l'ottimizzazione del suo sistema di pianificazione dei percorsi per i veicoli, e sta lavorando insieme a Marathon Data Systems per realizzare la convergenza tra i prodotti delle due compagnie.


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